Mia ha 14 anni e vive in una foresta diversa dalle altre: è la foresta dei NO, fitta d’alberi dalle chiome frastagliate che le impediscono di vedere cosa ci sia al di là del suo perimetro. L’incontro con il ragazzo del mare, un coraggioso sconosciuto riuscito a penetrare nella foresta, cambierà per sempre la vita di Mia, portando in essa quel piccolo sì che la condurrà fuori a rivedere il cielo.
Esiste un vero e proprio “mal d’adolescenza” che negli ultimi anni sembra essersi acuito sensibilmente tra ragazzi e ragazze. Il rifiuto e la paura del futuro si traduce spesso in un desiderio di isolamento, o in un attaccamento ossessivo a un eterno presente moltiplicato negli specchi deformanti di social e web.
L’incontro reale con l’altro viene spesso evitato e vissuto come un pericolo. Sono i tratti distintivi della “sindrome da hikikomori”: una forma di grave ritiro sociale battezzata in Giappone alla fine degli anni ’90. Ma quello degli hikikomori non è un fenomeno solo nipponico, ma diffuso in tutti i paesi economicamente sviluppati del mondo.