Coronavirus a Torino e in Piemonte: chiese aperte, messa in streaming e invito alla preghiera

Coronavirus a Torino e in Piemonte: chiese aperte, messa in streaming e invito alla preghiera

Attualità Torino Mercoledì 11 marzo 2020

Torino - In tempi di emergenza sanitaria, la voce della comunità cattolica interviene per esplicitare le regole che derivano dalla stretta normativa imposta dal Governo per la tutela della salute dei cittadini e per esortare a una riflessione, come quella che arriva dalle parole di mons. Cesare Nosiglia.

«Il virus che ci preoccupa tanto dovrebbe farci comprendere che la precarietà fa parte della nostra vita umana, come un DNA che resta imperituro malgrado tutte le nostre capacità, ricchezze e scoperte – ha scritto infatti Nosiglia nel suo comunicato ufficiale - L’esperienza che stiamo vivendo ci insegna che dovremmo essere molto più umili e che la vita e la morte, il tempo e il futuro non ci appartengono e non ne siamo gli assoluti padroni. La Quaresima è tempo di digiuno e di penitenza, ma sappiamo che prelude alla Pasqua di Risurrezione. Possa questo tempo santo alimentare ancora di più la speranza nel Signore che ha vinto la morte e dunque può vincere ogni altro male che ci assilla».

Per quanto riguarda le regole generali, restano valide per la frequentazione di chiese e per le riunioni di preghiera anche in Piemonte e a Torino. Sospese le messe festive, le chiese resteranno aperte per chi desideri raccogliersi in preghiera, mentre dove possibile, nei giorni feriali e negli orari indicati sarà valutata l’opportunità di distribuire la comunione fuori della Messa ai singoli fedeli.

La celebrazione della messa feriale da parte dei sacerdoti deve essere in forma privata, per evitare favoritismi di persone ammesse alla celebrazione. «Tuttavia – si specifica - la sintonia con la celebrazione senza il popolo di Dio potrà essere incoraggiata, invitando a unirsi in preghiera nell’ora della celebrazione, oppure suonando le campane al momento della preghiera eucaristica per invitare i fedeli ad un momento di connessione e raccoglimento, nella comune intenzione particolare della liberazione dal male del coronavirus».

«Il comunicato della CEI e della nostra Conferenza Episcopale del Piemonte e Valle d’Aosta dell’8 marzo precisa bene le disposizioni che tutti siamo chiamati a osservare in questo tempo difficile. Anche se si tratta di scelte dolorose, siamo chiamati ad aprire il cuore alla fiducia e alla speranza nel Signore che guida la storia e che sempre, in ogni momento buio e difficile dell’umanità e della sua Chiesa, ha sostenuto il cammino dei credenti con la sua presenza», scrive mons. Cesare Nosiglia nel suo comunicato ai sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e fedeli delle Diocesi di Torino e di Susa.

E prosegue con l’invito alla preghiera per tutti i fedeli: «Affrontiamo dunque le limitazioni di questo tempo senza cedere allo scoraggiamento, ma sfruttando appieno le possibilità che ci sono date per vivere intensamente la Quaresima. Lo Stato giustamente propone tutta una serie di divieti e disposizioni necessarie ad arginare il diffondersi del virus. Noi credenti sappiamo e crediamo che la
preghiera sia uno dei mezzi più efficaci e necessari per impetrare la misericordia e l’aiuto del Signore indispensabile per ottenere la grazia della liberazione da ogni male che ci assilla».

L’invito di mons. Nosiglia è rivolto infine a santuari, monasteri e comunità religiose, centri di spiritualità affinché intensifichino la preghiera, «con una speciale richiesta di supplica e di intercessione della Beata Vergine Maria per impetrare la grazia di liberarci da questo male che ci affligge. L’intercessione della Vergine Maria Santissima Consolata, patrona della Diocesi di Torino, e della Madonna del Rocciamelone, patrona della diocesi di Susa, dia conforto e speranza per i malati e le loro famiglie, sostenga il compito dei medici e del personale sanitario impegnato in un prezioso servizio, e doni a tutta la popolazione la volontà di camminare uniti e insieme sulla via dell’accoglienza delle disposizioni indicate, in modo da favorire il massimo di condivisione e di solidarietà».

L’invito alla preghiera è rivolto a tutti i fedeli anche da casa, mentre altri tipi di preghiere pubbliche, come la Liturgia delle Ore, l’adorazione eucaristica, o la Via crucis, rientrano nel novero delle cerimonie religiose da evitare in questo tempo. Rinviate anche celebrazioni di battesimi e matrimonio: «È bene attenersi insieme a queste regole, per non creare motivo di divisione e soprattutto occasione di contagio. Vale la raccomandazione rivolta ai sacerdoti perché si rendano disponibili a celebrare il sacramento della penitenza, fuori dal confessionale, tenendosi a debita distanza o con precauzione di idonea mascherina».

Un silenzio assordante, quello delle chiese nei giorni festivi, nelle parole di Nosiglia «Nella mancanza dell’Eucaristia celebrata è bene ricordare che, se il precetto eucaristico è sospeso, non viene meno il precetto festivo domenicale, inteso qui come il dovere, il diritto e il dono di vivere il giorno del Signore come giorno di festa e di comunione, nella memoria della Resurrezione del Signore. Alla possibilità di una visita in chiesa per la preghiera, si unisce l’invito a  radunarsi per la preghiera familiare, aiutati  da opportuni sussidi offerti dalle Diocesi. Anche le odierne possibilità offerte dalla comunicazione digitale incoraggiano una qualche forma di partecipazione alla liturgia eucaristica celebrata nella propria chiesa, oppure in collegamento con le celebrazioni trasmesse dai canali televisivi e digitali».

La tecnologia sarà utile anche a tenere vivi i rapporti con la comunità, soprattutto con malati e anziani. «Non dimentichiamo che la Quaresima è tempo propizio per esercitare in modo più intenso la carità verso i poveri, i malati e sofferenti e quanti vivono ai margini della nostra società – ricorda ancora Nosiglia - In questo campo sollecito in particolare i giovani a farsi promotori di iniziative di solidarietà e servizio, ad esempio dandosi disponibili alle necessità di tanti anziani soli, in collaborazione con i gruppi caritativi o le associazioni che si occupano dei poveri: il tutto rispettando sempre le norme prescritte dalle disposizioni.

L’11 marzo mons. Nosiglia predicherà il ritiro quaresimale al clero di Torino e Susa, rituale trasmesso dalle ore 10 in diretta streaming su facebook e youtube. Domenica prossima, 15 marzo, sarà celebrata la santa Messa nella Cappella privata alle ore 11.00, sempre in diretta streaming.

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