L'albero azzurro: i trent'anni del programma culto per bambini nato negli studi Rai di Torino

L'albero azzurro: i trent'anni del programma culto per bambini nato negli studi Rai di Torino

Bambini Torino Lunedì 9 marzo 2020

Torino - È uno dei programmi per bambini più seguiti e amati del mondo della televisione: L’albero azzurro compie 30 anni con una nuova edizione e una nuova programmazione in onda su Rai 2 e Rai Yoyo. In occasione dell’apertura su Rai 2 della fascia mattutina dedicata ai bambini, che in questi giorni sono a casa in seguito alla chiusura delle scuole per l’emergenza sanitaria, L’albero azzurro andrà infatti in onda alle ore 7:30 su Rai 2 e alle ore 16:20 su Rai Yoyo, e sarà inoltre disponibile anche su RaiPlay e l’App RaiPlay Yoyo.

Protagonista, amatissimo, Dodò, insieme a Laura Carusino e Andrea Beltramo pronto a portare i bambini tra mille avventure per affrontare con gioia e leggerezza, ma anche con grande chiarezza e verità, le piccole e grandi conquiste di ogni giorno. Il target del programma è quello della fascia 4-7 anni, per questo il mondo dell’Albero Azzurro è ricco di colori, musica, curiosità, avventura e tanta voglia di imparare in un percorso che accompagna Dodò, e insieme tutti i bimbi, tra scoperte e crescite.

Una formula educativa che prosegue da trent’anni, facendo ormai dell’Albero azzurro un grande classico. Il programma debuttava il 21 maggio del 1990 su Rai 1 dagli studi Rai di Torino, a quel periodo seguì un trasferimento della produzione a Milano, per poi tornare a realizzare il programma negli studi di via Verdi dove si trova ancora oggi. Forse non tutti sanno che a pochi passi dalla Mole c’è proprio lui, il celebre albero azzurro, la casa di Dodò, dove si svolgono storie e avventure.

Uno degli aspetti che più legano Torino all’Albero azzurro è infatti proprio il lavoro di scenografi e costumisti, tra cui lo scenografo Franco Bottara, Claudia Barone, costumista, e la regia di Marta Manassero. Un lavoro artigianale, curato nei dettagli e nella ricerca visiva per la messa in scena. Attenzioni e professionalità che hanno reso il programma «sempre attuale e moderno, capace di adattarsi ai cambiamenti, di rinnovarsi senza tradire il nucleo di un racconto lieve e intelligente e di un linguaggio vicino ai bambini e alle loro emozioni» come spiega Donatella Rorro, da 16 anni produttore esecutivo del programma.

Al centro delle storie di ogni giorno, il tenerissimo uccello a pois: Dodò non sa volare, è piccolo ma ha tanta voglia di imparare e poter così avventurarsi nella vita.Ha un bel caratterino, pronto ad accendersi, ma anche divertirsi, non per nulla è amato da tutti i bambini e dai grandi che furono piccoli con lui tanti anni fa: sue le emoziono dell’infanzia, anche quelle poco belle come la gelosia e le invidie. Ma dietro a tutto c’è una contagiosa allegria, l’entusiasmo per la vita, il desiderio di coccole e un’innata, meravigliosa curiosità.

L’Albero Azzurro propone ogni giorno un appuntamento in cui Dodò va alla conquista di nuovi apprendimenti che provengono dal confronto con il mondo. Al suo fianco ci sono Andrea e Laura, i due conduttori che proteggono, sostengono, invitano all’autonomia e quando serve forniscono l’aiuto necessario a superare piccoli ostacoli o stati d’animo depotenzianti, richiamando rassicuranti ruoli genitoriali. Completano il quadro, gli irresistibili amici di Dodò: Zarina è la zanzarina saputella che con i suoi appuntiti interventi sfida Dodò a mettersi alla prova. Ruggero è un cucciolo di leone che si sente già uno spavaldo avventuriero. Pur non avendo ancora una criniera degna di questo nome, l’acerbo re della foresta sogna di lanciarsi in imprese più grandi di lui e porta scompiglio e divertimento nel mondo dell’Albero.

Le edizioni torinesi dell’Albero azzurro sono state prodotte fino al 2013 da Rai Due, ma la vera rivoluzione del format risale al 2007, quando si scelse di introdurre il bianco del limbo, una serie di sketch con tanti personaggi e un set canzone colorato.Dallo spazio rassicurante dell’Albero, si parte infatti ogni volta per vivere nuove avventure nel limbo dove prendono vita situazioni e personaggi che sembrano nati dalla fantasia stessa dei bambini. Oggetti simbolici ricorrenti, ambientazioni, grafica e musiche armonizzano e legano tra loro i tanti elementi che insieme creano ogni giorno una nuova storia, semplice ed essenziale ma profonda e curata in ogni dettaglio.

A ogni puntata i più piccoli, seguendo il cammino di Dodò, entrano in contatto con la rappresentazione delle loro emozioni, elaborano competenze e conoscenze utili a superare le paure, apprezzare il valore della solidarietà e dell’amicizia, scoprire la ricchezza che risiede nella diversità e nell’accettazione. E dopo ogni avventura, si fa ritorno all’Albero, con tanti nuovi spunti per giocare e fare esperienza, e con un carico di filastrocche e canzoni allegre da cantare insieme ad amici, insegnanti, genitori.

Il 2013 ha visto infine il passaggio dell’Albero Azzurro a Rai YOYO, da allora il programma è prodotto da Rai Ragazzi e mandato in onda su Rai Yoyo, sempre a partire dagli studi Rai di Torino. Un’evoluzione costante, che ha visto un ulteriore cambiamento tra il 2017 e il 2018, quando il format ha visto tornare Andrea Beltramo, già attore storico del programma, in una veste più matura.

E la voce di Dodò? Celebre tanto quanto il suo personaggio, anche lei è cambiata nel tempo: gli affezionati telespettatori ricorderanno Stefano Brusa nelle prime edizioni torinesi, e poi Luca Ghignone. Oggi Paolo Carenzo caratterizza il pupazzo con molti colori, che abbracciano le sfumature e le emozioni dirompenti dei bambini, facendo ancora del piccolo uccello a pois l’icona di una tv per i più piccoli frutto di cura e maestranze all’opera per un prodotto educativo storico della tv italiana.

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