Coronavirus in Piemonte: ingresso e uscita vietati da 5 province al confine con la Lombardia. Le regole - Torino

Coronavirus in Piemonte: ingresso e uscita vietati da 5 province al confine con la Lombardia. Le regole

Attualità Torino Domenica 8 marzo 2020

© Pixabay

Torino - Si inaspriscono le regole e i divieti relative all'emergenza Coronavirus per il Piemonte: Novara, Asti e Alessandria, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, queste le province diventate "zona rossa" in seguito al provvedimento discusso in una conferenza stampa alle due di notte dell'8 marzo dal Presidente del Consiglio Conte, nelle quali, come segnala Il Post, varrà il «vincolo di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita, anche all’interno del territorio: ci si muoverà solo per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute». Intanto, è stata resa nota la notizia che ancheil governatore Cirio è positivo al virus ed è stato sottoposto a tampone e ai relativi provvedimenti di sicurezza.

«Abbiamo due obiettivi - ha spiegato Conte ad Agi - contenere la diffusione del virus e impedire il sovraccarico delle strutture sanitarie. Ma stiamo agendo con la massima determinazione per evitare il sovraccarico delle strutture ospedaliere: abbiamo predisposto il vincolo obbligatorio della solidarietà interregionale che dà la possibilità di ridistribuire i pazienti tra le varie regioni e dopo tanti giorni è stato sottoscritto un contratto che dà il via a una linea tutta italiana per la produzione di apparecchiature per la terapia intensiva per averne 500 al mese. Tutti dobbiamo aderire e non dobbiamo contrastare queste misure, né pensare di fare i furbi . State tranquilli: ce la faremo, mareceremo uniti e compatti».

L’aggiornamento dei contagi per la regione Piemonte sale a 221 persone risultate positive al test. Ne risultano 162 ricoverate in ospedale, 38 in Terapia intensiva: 7 ad Asti, 11 a Torino (1 al Maria Vittoria, 3 alle Molinette, 1 al Martini, 1 al Mauriziano, 5 al San Giovanni Bosco), 4 al San Luigi di Orbassano, 6 a Vercelli, 6 a Tortona, 1 a Biella, 1 a Cuneo, 1 ad Alessandria, 1 a Novara. Sono in isolamento domiciliare fiduciario 54 persone. Cinque le persone decedute.

«Abbiamo rappresentato al Governo la situazione di difficoltà del Piemonte - ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi - Non vogliamo compiere fughe in avanti, ma è necessario prendere atto che non è più possibile ricondurre i contagi a focolai accertati. In questo caso, la norma prevederebbe l’applicazione delle stesse disposizioni riservate alle zone con focolai autoctoni, come la ‘zona gialla’ in Lombardia. Attendiamo al più presto una risposta».

Sulla disponibilità di posti letto da dedicare ai pazienti affetti da Coronavirus, l’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, osserva «che si stanno attrezzando tutti gli ospedali strutturalmente idonei a ricavare uno o più reparti da destinare all’emergenza, in modo da evitare il più possibile la movimentazione dei malati verso i Covid Hospital. Secondo la letteratura scientifica ad ogni posto di Rianimazione corrispondono 5 posti di ventilazione e 20 di ricovero ordinario. Su questo paradigma stiamo riorganizzando la rete ospedaliera di emergenza, con l’obiettivo di mantenere i pazienti affetti da Coronavirus sul territorio, avendo in questo modo a disposizione complessivamente un maggior numero di posti letto rispetto alla soluzione dei soli Covid Hospital».

La Regione informa anche che da lunedì inizieranno le operazioni di assunzione di nuovi medici, infermieri e operatori socio sanitari per rafforzare la risposta del Servizio sanitario regionale all’emergenza. A questo scopo, presso l’Unità di Crisi è stato istituito un Ufficio acquisizioni risorse umane, che provvederà anche all’attivazione del reclutamento degli specializzandi delle Scuole di Medicina delle Università di Torino e del Piemonte orientale, con le quali è stata predisposta una convenzione approvata nella seduta di Giunta di venerdì 6 marzo. Si sta inoltre predisponendo un sistema di premialità per il personale che in questi giorni, con grande professionalità e senso del dovere, è impegnato in prima fila nel fronteggiare l’epidemia.

È stato infine messo a punto un nuovo meccanismo centralizzato di acquisto del materiale necessario alle strutture sanitarie piemontesi per la gestione dell’emergenza. Presso l’Unità di crisi è operante da oggi un Ufficio acquisti beni e servizi. Due gli obiettivi primari: dotare il personale delle necessarie misure di protezione e potenziare le terapie intensive. Sul primo fronte sono già in via di distribuzione alle aziende sanitarie 33.000 mascherine ffp2 e ffp3, 1.000 fra camici e tute impermeabili, un migliaio di visiere, altrettanti calzari, 80.000 guanti. Sul fronte delle terapie intensive sono stati acquistati 5.000 caschi cpca, 120 fibroscopi monouso e 100 pompe-siringhe. È inoltre in fase di acquisto una prima tranche di 30 ventilatori polmonari.

Ricordiamo i numeri da contattare in caso di necessità:
- 800 19 20 20 : numero verde regionale per informazioni di carattere sanitario (24 ore su 24)
- 1500 : numero verde nazionale del Ministero della Salute per informazioni generiche di carattere sanitario sul Coronavirus e sui comportamenti di prevenzione
- 800 333 444 : per chiarimenti sulle misure di natura NON sanitaria ( lun-ven, dalle h.8 alle h.20)
- 112 : in caso di emergenza sanitaria.

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