Coronavirus a Torino e in Piemonte: salgono i contagi, stop alle lezioni in Università fino al 7 marzo

Coronavirus a Torino e in Piemonte: salgono i contagi, stop alle lezioni in Università fino al 7 marzo

Attualità Torino Venerdì 28 febbraio 2020

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Torino - Aggiornamento del 2 marzo: visto l'evolversi della situazione, la Regione Piemonte ha esteso la chiusura delle scuole fino a domenica 8 marzo. Riapertura prevista lunedì 9 marzo.


Aggiornamenti di sabato 29 febbraio. La Regione Piemonte informa che sono terminate nella notte le operazioni di rientro a casa della comitiva di 36 astigiani parte del gruppo di soggiornanti presso l’hotel di Alassio. Di questi, 28 (comprendenti i 4 dimessi dall'ospedale San Martino di Genova perché asintomatici) sono risultati positivi al test, ma non presentando particolari problemi clinici sono stati tutti posti in isolamento fiduciario domiciliare. Con il loro arrivo salgono a 43 i casi probabili di contagio presenti sul territorio piemontese, di cui solo 1 confermato dall’Istituto superiore di sanità: 35 ad Asti, 3 a Torino, 3 a Novara e 2 nel VCO. Resta immutato il numero dei ricoverati: 1 a Torino, presso l’Amedeo di Savoia, 3 al Cardinal Massaia di Asti e 3 al Maggiore della Carità di Novara. Nessuno in terapia intensiva.


Aggiornamenti di venerdì 28 febbraio, ore 21.30. «L’ordinanza della Regione con le misure di contenimento in scadenza domani sarà valida fino a domenica 1 marzo per recepimento del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulle misure successive a tale data si attende la decisione del Governo che va nella direzione di una ordinanza unica e armonizzata il più possibile» si legge nel comunicato della Regione, che prosgue «Il Piemonte auspica, se possibile, un graduale ritorno alla normalità a partire dalla prossima settimana. Lunedì mattina intanto è stato convocato un incontro in Regione con le categorie produttive per istituire una cabina di regia sulle criticità provocate dalla situazione.

Intanto, l'Università degli studi di Torino fermerà le attività didattiche fino a sabato 7 marzo. «In attesa di nuove disposizioni ministeriali - si legge nella comunicazioni - le attività didattiche in presenza rimangono sospese fino a sabato 7 marzo in tutte le sedi dell'Ateneo e dei Dipartimenti, incluse le sedi extrametropolitane. Sono allo studio modalità di recupero e di didattica alternativa che saranno comunicate al più presto».

Sono una quindicina, attualmente, le persone positive al coronavirus in Piemonte. Per tutte, tranne per il 40enne torinese ospedalizzato all'Amedeo di Savoia, al momento l'unico caso conclamato, c'è attesa per l'esito delle controanalisi che verranno effettuate dall'Istituto superiore della sanità, che potrebbero anche certificare la negatività al virus.

A questi, si aggiungono le 32 persone rientrate in serata ad Asti da Alassio con due pullman, uno per le persone risultate negative alle analisi e un altro con quelle positive e asintomatiche (una ventina in totale). Tutti i pazienti verranno comunque messi in isolamento domiciliare, sotto stretta sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Le altre 4 persone che facevano sempre parte del gruppo di piemontesi in vacanza ad Alassio sono state invece dimesse dall'ospedale San Martino di Genova: per loro è ormai passata la fase più acuta della malattie, e verranno portate alle loro abitazioni con obbligo di isolamento. È importante sottolineare che tutti i contagiati sono riconducibili al focolaio lombardo.


Aggiornamenti di venerdì 28 febbraio, ore 12.00. Le Regione Piemonte informa che è rientrata la comitiviva proveniente da Asti. «L’assessore alla Sanità del Piemonte, con il direttore del settore elisoccorso 118 regionale, è partito questa mattina in elicottero per l’aeroporto di Albenga - si legge nella comunicazione ufficiale - Qui è stato prelevato dal 118 della Liguria e portato ad Alassio, dove sono ospitati in un albergo i 32 astigiani esposti al contagio del coronavirus “COVID-19”. Dalla cittadina ligure, una volta disponibili i risultati del test, organizzerà il rientro in Piemonte di tutti i corregionali, suddivisi in tre categorie: i negativi verranno posti in isolamento fiduciario domiciliare; i casi positivi, se asintomatici, verranno posti in isolamento domiciliare; se sintomatici, si valuterà se necessiteranno di un ricovero ospedaliero o se sia sufficiente l’isolamento a domicilio.

Intanto, sono risultati positivi al test del virus COVID-19, esito che deve essere confermato dall’Istituto superiore di sanità, altre cinque persone facenti parte del gruppo degli astigiani che sono stati ospitati presso l’hotel di Alassio dal 4 al 18 febbraio. Salgono quindi a 11 i casi riscontrati in Piemonte, di cui 1 confermato e 10 probabili. Di questi 11, 7 sono ospedalizzati, non in terapia intensiva (1 a Torino, 3 ad Asti e 3 Novara) e 4 sono in isolamento fiduciario domiciliare.


Secondo quanto indicato in un aggiornamento della Regione Piemonte delle 16.30 del 27 febbraio, potrebbero salire i casi di contagio da coronavirus con tre probabili casi a Novara. Una famiglia del Novarese, composta dai due genitori e il figlio minorenne, è dalla sera del 26 febbraio precauzionalmente ricoverata all’ospedale di Novara, in attesa che l’Istituto superiore di Sanità convalidi o meno l’esito delle prime analisi che hanno dato risultato positivo al primo test sul “coronavirus covid19”, collocando i pazienti nella definizione di “caso probabile”. Al momento, tutti e tre non presentano particolari sintomi. Il papà ha dichiarato di aver avuto contatti con persone residenti nella “zona rossa” della Lombardia.

A partire dal 27 febbraio e fino all’11 marzo con possibilità di proroga, 78 studenti della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, coordinati dall'Unità di Crisi della Regione Piemonte, saranno impegnati nel garantire volontariamente la copertura 24 ore su 24 di due postazioni telefoniche del numero verde sanitario 800 19 20 20 per dare informazioni ai cittadini sulle misure da adottare per fronteggiare in maniera corretta la situazione.

L’iniziativa coinvolge neolaureati e studenti del V e del VI anno dei due corsi di laurea di medicina e chirurgia iscritti a Torino e Orbassano. Il numero verde 800.19.20.20, istituito dall’Unità di crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus “Covid19”, è attivo 24 ore su 24 ed è a disposizione di tutti i cittadini che abbiano il dubbio di aver contratto il virus. Gli studenti di medicina dell’Università di Torino che risponderanno al telefono eseguiranno un pre-triage, una sorta di prima valutazione, e, sulla base di una serie di domande e risposte, indicheranno al paziente cosa fare o dove recarsi per ottenere la risposta assistenziale più appropriata. Il servizio infatti, è stato organizzato per alleggerire i numeri dedicati normalmente all'emergenza dal grande flusso di chiamate che in queste ore sta intasando i centralini del 112 e 118.

La Regione Piemonte aveva precedentemente avvisato che nella giornata di giovedì 27 febbraio è risultata positiva al test del “coronavirus covid19” la paziente ricoverata nella giornata del 26 all’ospedale Cardinal Massaia di Asti. Si tratta di una persona facente parte del gruppo degli astigiani, ospitati presso l’hotel di Alassio dal 4 al 18 di febbraio. In attesa della validazione del test da parte dell’Istituto superiore di sanità, gli appartenenti al gruppo sono stati posti sotto sorveglianza attiva presso il loro domicilio.

Al momento, dunque, sono due le persone positive ai test sul coronavirus covid19 in Piemonte, la prima ospedalizzata a Torino e la seconda ad Asti. Altre quattro persone, appartenenti al secondo gruppo di astigiani in soggiorno nell’hotel di Alassio e risultate anche loro positive al test, sono ricoverate all’ospedale San Martino di Genova.

Sono infine in diminuzione le telefonate ricevute dal numero verde sanitario 800.19.20.20 dedicato alle persone che abbiano il dubbio di aver contratto il virus. Mercoledì 26 febbraio sono state 1.154 le chiamate gestite, una settantina in meno del giorno prima. Il numero ha consentito di decongestionare il 112, le chiamate al quale sono tornate sui consueti livelli, dopo il picco registratosi nelle giornate di domenica e lunedì, consentendo una corretta gestione dei casi di emergenza.

Intanto prosegue il dibattito sulle attività produttive in città, e in particolare sulla situazione difficile del settore cultura. Dopo la lettera congiunta di una serie di locali di musica dal vivo e arte in città, l'assessore alla cultura di Torino annuncia su Facebook che nella giornata di venerdì 28 febbraio il Prefetto e la Sindaca incontreranno, insieme al mondo produttivo, rappresentanti del settore culturale per discutere insieme misure e azioni per affrontare la crisi e le sue conseguenze sul medio periodo.

«Le misure adottate per prevenire la diffusione del virus Covid -19 stanno mettendo in gravissima difficoltà l'intero settore culturale - ha evidenziato Francesca Leon - La sospensione delle attività dei musei, dei teatri, dei cinema e in generale dello spettacolo dal vivo genera conseguenze molto pesanti per le istituzioni, per gli operatori del settore e per le cooperative che lavorano ogni giorno per garantire servizi e apertura al pubblico. Cosi scrivo insieme a molti colleghi assessori alla cultura di comuni e regioni perché il Governo intervenga con misure straordinarie per sostenere l'intero settore dei beni culturali del cinema e dello spettacolo. Ma non sono solo le conseguenze nel breve periodo a preoccuparci: il prevedibile calo dei flussi turistici, l'annullamento delle uscite scolastiche avranno conseguenze importanti per la città nei prossimi mesi».

La richiesta a Palazzo Chigi è di lavorare per perseguire una ragionata e graduale riapertura delle sedi museali, dei luoghi di spettacolo e intrattenimento, di concerto con le Regioni e il ministero della Salute. «In momenti difficili come questi la riapertura dei luoghi della cultura può essere il punto da cui ripartire come comunità» conclude Francesca Leon.

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