Forests Experimenting: al Pav di Torino la performance di Mali Weil

Forests Experimenting: al Pav di Torino la performance di Mali Weil

Cultura Torino Mercoledì 5 febbraio 2020

Torino - Venerdì 7 e sabato 8 febbraio Mali Weil presenta per la prima volta al Pav Parco Arte Vivente di Torino la performance Forests Experimenting.

Forest | Experimenting fa parte di un percorso di ricerca di Mali Weil sulla foresta in quanto spazio storicamente antitetico e allo stesso tempo complementare alla città. La foresta diventa un luogo in cui ripensare l’essere cittadini, e quindi ripensare il concetto stesso di cittadinanza. «La foresta – afferma Mali Weil - rappresenta un eccezionale serbatoio relazionale di natura politica, per millenni è stata la palestra in cui costruire una relazione con l’alterità».

La performance è un atto di “forestazione” del quotidiano che apre un passaggio verso altri mondi possibili. Mondi dove la parola cittadinanza ha un senso e una consistenza diversa da quelle che ha nel “mondo in atto.” «Il nostro mondo attuale è circondato da un’infinità di altri mondi possibili» - scrive Lubomir Dolezel in Heterocosmica.

La performance si sviluppa in una duplice azione, che consiste nell’assemblaggio di una serie di
protocolli, composti di questionari e narrazioni, per attuare degli esperimenti mentali con il pubblico
sull’idea di altre cittadinanze possibili.

La performance si struttura in 2 giornate: nella prima, venerdì 7 febbraio, l’azione sarà affidata a un gruppo di ragazze e ragazzi della scuola media IC Sinigaglia - Succ. Ada Negri di Torino, mentre nella seconda, sabato 8 febbraio, a dei performer professionisti. Per la realizzazione del progetto Mali Weil ha scelto di lavorare sia con degli adolescenti che con un gruppo di esperti invitati dall’ambito giuridico e filosofico, ma anche dal mondo dell’attivismo e del design, che, stimolati dagli artisti, costruiscono e attivano un protocollo immaginativo, creando, in sinergia con Mali Weil, un corpus di esperimenti mentali pensati per immaginare altre forme possibili cittadinanza.

La foresta diventa lo spazio-oggetto di una ricerca, tutt’ora in corso, dove accade un processo di de-familiarizzazione che svela quel principio magico-linguistico, che ci assoggetta a nozioni come umano, istituzione, natura, cittadinanza.

Unendo il linguaggio performativo a strumenti teorici dell’epistemologia e del design speculativo, Mali Weil invita i visitatori a partecipare alle azioni perdendosi in questo spazio di ricerca, i cui confini coincidono con i limiti storici e geografici dell’immaginario politico occidentale.

La foresta, in questa prospettiva, non è solo lo spazio fisico e concettuale, che impone la ridefinizione della nozione di cittadinanza, ma è soprattutto lo stesso atto del rimettere in discussioni i limiti e il significato del nostro essere cittadini a “fare foresta”.

Foresta è quindi lo spazio che gli esperimenti mettono in atto, riscrivendo di volta in volta la propria cornice concettuale e giuridica, politica e filosofica, attraverso il procedimento narrativo della fictio. Tale procedimento, sviluppato durante la performance, è in grado di assemblare diversi piani di realtà, al pari di processi come fanno il diritto, ma anche il sogno, la magia, la poesia.

La fictio linguistica e performativa, quindi, è premessa e risultato dell’azione proposta, e la configura come un esperimento per istituire zone di azione politica tramite strumenti linguisticonarrativi. La forma filosofica dell’esperimento mentale e le pratiche immaginative del critical design si fondono in una partitura di political dreaming.

In questo movimento la foresta non è più foresta, ma una polifonia narrativa, rituale, con una duplice funzione critica e ludica, per creare mondi fittizi e “metterli al lavoro”. È qui che diventa centrale il sorprendente potere immaginativo dei ragazzi e la loro abilità di “creare foreste” attraverso un gioco verbale aperto, in grado di istituire la propria realtà senza ridurre o abrogare l’esistente -potremmo definirla una capacità sciamanica data l’agilità con cui dialogano con il diverso.

Il lavoro si articola infatti anche tramite diverse sessioni laboratoriali con i ragazzi della scuola media IC Sinigaglia - Succ. Ada Negri di Torino che saranno protagonisti dell’azione dell’8 febbraio 2020. Forests | Experimenting è il terzo episodio di un processo di forestazione, preceduto da Forests | Recomposing, svoltosi in forma di lecture al Trento Film Festival in aprile e Forests | Unlearning performance presentata a SAAL Biennaal International Performing Arts Festival (Tallinn, EE) in agosto. Oltre alla parte performativa, inoltre, Forests comprende anche un film e un’open school che apre
in maniera temporanea e su invito.

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