Torino, 09/11/2025.
Il 2025 si preannuncia difficile per i gianduiotti, simbolo dolciario di Torino e del Piemonte.
Tra cacao ai massimi storici e nocciole Tonda Gentile sempre più care e scarse, i listini potrebbero salire in modo sensibile, con aumenti fino al 30% medio e picchi oltre il 100% per gli acquisti sotto data.
La stagione più esposta è quella tra novembre e Natale, periodo in cui la domanda cresce rapidamente, specie per chi acquista all’ultimo momento.
La filiera del gianduiotto vive da mesi forti pressioni.
Il cacao, già in aumento negli ultimi anni, continua a salire per effetto dei raccolti ridotti e dei costi energetici, mentre la nocciola Piemonte IGP, elemento distintivo delle ricette locali, soffre una disponibilità minore e quotazioni più alte.
Le difficoltà agronomiche e climatiche degli ultimi raccolti hanno ridotto l’offerta, spingendo verso l’alto i costi di produzione.
Nei laboratori torinesi, come nelle aziende più strutturate, l’impatto è ormai evidente: il cacao agisce da “moltiplicatore invisibile”, influenzando tutte le fasce di prodotto, dall’artigianale all’industriale.
Nel capoluogo piemontese i gianduiotti artigianali oscillano in media tra 20 e 50–60 euro al chilo, a seconda di ricetta, packaging e posizionamento del marchio.
Gli artigiani soffrono di più le oscillazioni, poiché lavorano su volumi ridotti e ingredienti selezionati; l’industria, invece, riesce ad ammortizzare meglio gli aumenti grazie a contratti e forniture su larga scala.
Il divario resta però netto: i laboratori puntano su freschezza, filiera corta e identità torinese, che mantengono alto il valore percepito.
Tra post-Halloween e dicembre la curva della domanda cresce settimana dopo settimana. Le tirature limitate dei prodotti artigianali si esauriscono in fretta e la logistica entra in affanno, generando ulteriori rincari. Chi acquista in anticipo trova più scelta e prezzi in linea con la media stagionale, mentre chi aspetta rischia di pagare un sovrapprezzo significativo.
Nel 2025, il gianduiotto resta un simbolo di Torino, ma con un costo che riflette le sfide globali della filiera dolciaria. Tra cacao, nocciole e inflazione alimentare, il consiglio è chiaro: meglio prenotare prima.
Di Giulia De Sanctis