Torino, 31/10/2025.
Si è svolta ieri sera, giovedì 30 ottobre 2025 una nuova manifestazione pro Palestina nel centro di Torino, organizzata dal coordinamento Torino per Gaza dopo l’annuncio della ripresa dei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza.
Il movimento ha lanciato un appello urgente alla cittadinanza con lo slogan “Israele ha rotto la tregua. Mobilitazione urgente”, riunendo circa mille persone in piazza Castello a partire dalle 19.00.
Dopo l’assemblea pubblica iniziale, i manifestanti si sono mossi in corteo lungo via Po e corso Vittorio Emanuele II, raggiungendo la stazione di Porta Nuova, i cui ingressi principali erano stati preventivamente chiusi per motivi di sicurezza.
Una parte dei partecipanti ha tentato di entrare dallo sbocco di via Sacchi, dove si sono registrati momenti di tensione con le forze dell’ordine in assetto antisommossa.
Il corteo, dopo circa un’ora di sfilata, si è diretto verso Porta Susa, con nuovi tentativi di ingresso alla stazione per bloccare i binari.
Intorno alle 22.00, oltre settecento manifestanti si sono concentrati davanti agli ingressi di Torino Porta Susa, simbolo — secondo gli organizzatori — della “viabilità e della logistica che alimentano la guerra”.
Le forze dell’ordine hanno impedito l’accesso all’interno della stazione, respingendo più volte i tentativi di sfondamento con scudi e manganelli.
Al microfono, alcuni attivisti hanno ribadito: “È da qui che parte la guerra, da qui che passano le armi, da qui si sostiene il genocidio”.
Verso le 23.00, il corteo si è ricompattato in corso Bolzano e ha raggiunto piazza Albarello, dove la manifestazione si è conclusa.
Secondo la nota diffusa dal coordinamento Torino per Gaza, la protesta è nata come risposta alla ripresa delle operazioni militari israeliane: «Il regime israeliano ha ripreso i bombardamenti sulla Striscia causando oltre 100 morti nelle ultime 24 ore. Come sempre, le aree colpite sono quelle nei pressi degli ospedali, ad alta concentrazione di civili. A questi ennesimi attacchi bisogna rispondere con la mobilitazione nelle piazze».
L’assemblea pubblica che ha preceduto la manifestazione ha avuto come tema la richiesta di interrompere gli accordi economici e industriali con Israele, con particolare riferimento a università, aziende e istituzioni italiane.
«Siamo consapevoli che il genocidio in Palestina è possibile perché in Europa esiste un sistema politico ed economico che lo sostiene. È qui che possiamo incappare in questo meccanismo», si legge nella nota del coordinamento, che invita scuole, fabbriche, ospedali e università a mobilitarsi contro ogni forma di collaborazione con Israele.
Il corteo del 30 ottobre rappresenta la seconda grande mobilitazione torinese in sostegno del popolo palestinese nell’arco di poche settimane. In piazza erano presenti associazioni studentesche, collettivi, sindacati e movimenti pacifisti, uniti nel chiedere la fine delle ostilità e una tregua reale, “decisa anche dal popolo palestinese”.
Di Giulia De Sanctis