Crazy Pizza contro Crazy Pizza: a Torino il duello tra Briatore e la storica pizzeria di Pozzo Strada

Torino, 21/10/2025.

A Torino è scoppiato un curioso caso di omonimia: Crazy Pizza contro Crazy Pizza. Da una parte c’è il nuovo locale di Flavio Briatore, inaugurato il 16 ottobre in via Pietro Micca 1, sotto la Mole, ventunesimo indirizzo della catena monegasca Majestas. Dall’altra c’è il Crazy Pizza di via Vandalino 56, in zona Pozzo Strada – quartiere ex Venchi Unica – attivo da 25 anni e gestito da Paolo Anastasio, pizzaiolo napoletano e volto storico del quartiere.

Due pizzerie che condividono lo stesso nome, ma non potrebbero essere più diverse: una è un locale di lusso con formula “show e bollicine”, l’altra una classica pizzeria di quartiere, popolare e genuina. Da quando però il marchio di Briatore è approdato a Torino, il locale di Anastasio si è ritrovato al centro di un vero “duello virtuale” fatto di equivoci, prenotazioni sbagliate e telefonate incessanti.

Ogni giorno il telefono del Crazy Pizza di via Vandalino squilla senza sosta, spiega Anastasio a Torino Cronaca: decine di persone chiamano convinte di riservare un tavolo nel ristorante glamour del centro, ma in realtà contattano la pizzeria storica di Pozzo Strada. Anastasio passa le giornate a chiarire l’equivoco, controllando prenotazione dopo prenotazione, spesso accorgendosi solo all’ultimo che gli ospiti attesi non arriveranno mai. Online, infatti, cercando “Crazy Pizza Torino”, Google suggerisce ancora il suo locale come primo risultato, alimentando la confusione.

Il pizzaiolo ha provato a segnalare la situazione allo staff del Crazy Pizza di via Pietro Micca, trovando cortesia ma nessuna soluzione concreta. Nel frattempo è arrivata anche una diffida legale: i rappresentanti della Majestas gli hanno chiesto, tramite PEC, di cambiare il nome della pizzeria, ricordando che il marchio “Crazy Pizza” è registrato. La società si è detta disposta a coprire parte delle spese per la modifica dell’insegna, ma Anastasio non intende rinunciare a un nome che lo accompagna da un quarto di secolo.

Anastasio difende la propria identità e rivendica la tradizione della sua pizza napoletana, con impasto lievitato e consistenza soffice, ben lontana dalle versioni sottili e senza lievito proposte dal brand di Briatore. Invita i torinesi – e lo stesso Briatore – a venire ad assaggiare la “vera pizza napoletana”, che, come tiene a precisare, è «più buona e più economica».

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