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Torino, 13/10/2025.
Il liquore più premiato del mondo parla torinese. L’Amaro San Simone, icona del gusto sabaudo, ha conquistato la Gran Medaglia d’Oro al Concours Mondial de Bruxelles 2025, la competizione internazionale più autorevole dedicata a vini e distillati. La premiazione si è svolta il 13 settembre a Jalisco, in Messico, dove la giuria ha incoronato il San Simone come rivelazione dell’anno.
La storia del San Simone affonda le radici nella Torino del Cinquecento, quando una confraternita di monaci di contrada Dora Grossa – oggi via Garibaldi – studiava le erbe officinali per creare preparati curativi. Da quelle antiche miscele nacque il Depurativo San Simone, progenitore dell’attuale amaro.
Secoli più tardi, nel 1960, il farmacista torinese Aldo Fechino riscoprì quella formula e la trasformò in un amaro dal gusto bilanciato, capace di fondere tradizione erboristica e artigianalità torinese. Nacque così l’Amaro San Simone, oggi considerato uno dei simboli più autentici della città.
Da 65 anni la produzione resta saldamente in mano alla famiglia Fulcheri. Ruggero e Federico, genero e nipote del fondatore, guidano oggi l’azienda con lo stesso spirito originario, continuando a produrre l’amaro negli storici locali torinesi e preservando la ricetta originale.
Nel 2025 il marchio ha compiuto un passo decisivo verso l’estero: 1000 bottiglie esportate in Canada, 350 in Belgio e 1500 in Australia, mentre il debutto negli Stati Uniti è previsto per gennaio 2026.
Nonostante la crescente notorietà internazionale, l’anima del San Simone resta fortemente legata a Torino e al Piemonte. L’amaro continua a essere un punto di riferimento per il Nord-Ovest italiano e per chi identifica nella città non solo un luogo, ma una cultura del gusto.
Tra storia, territorio e riconoscimenti globali, l’Amaro San Simone conferma così la sua doppia natura: torinese nel cuore, ma capace di parlare la lingua del mondo.