Torino, 04/10/2025.
Dopo la marea umana che ha attraversato Torino venerdì 3 ottobre, con oltre 60mila persone in piazza, la mobilitazione non si ferma. Oggi, sabato 4 ottobre, l’attenzione si sposta su Roma, dove è previsto il corteo nazionale in solidarietà con la Palestina e con gli attivisti della Global Sumud Flotilla, contro il sostegno del governo italiano a Israele.
A Torino, intanto, i movimenti hanno già fissato una nuova data: “Ci rivediamo il 7 ottobre”, annunciano i manifestanti, in riferimento a una ricorrenza ormai simbolica per il conflitto mediorientale.
La manifestazione di venerdì è partita alle 10 del mattino e ha attraversato ininterrottamente le vie della città per oltre 14 ore. La partecipazione, stimata in oltre 60mila presenze, ha reso Torino l’epicentro di una mobilitazione diffusa che ha coinvolto studenti, lavoratori e collettivi.
«Abbiamo bloccato tutto», ha scritto Usb, sottolineando come le piazze italiane abbiano risposto compatte contro quello che definiscono “l’assedio di Gaza” e “le complicità di un governo irresponsabile”. Lo slogan che ha accompagnato la giornata è stato chiaro: “Con la Palestina fino alla vittoria”.
Durante i cortei, più volte dal megafono è stato ribadito: «Questo è solo l’inizio. Continueremo finché non finirà il genocidio e l’occupazione». E nella serata di venerdì è arrivata la conferma: la mobilitazione tornerà in piazza il 7 ottobre, data che richiama l’operazione “Diluvio al-Aqsā” di Hamas del 2023. «Siamo noi a decidere da che parte stare – hanno ribadito i manifestanti –. Il 7 ottobre sarà fondamentale esserci: oggi è solo l’inizio di un nuovo movimento che non ha intenzione di fermarsi».
Sebbene la maggior parte della giornata si sia svolta in modo pacifico, non sono mancati momenti di tensione. Dopo l’assalto alle Ogr la sera del 2 ottobre, nuovi scontri si sono verificati venerdì mattina davanti al Politecnico e successivamente ai cancelli della Leonardo S.p.a..
In tarda serata, mentre il corteo serale partito da piazza Castello stava per concludersi, incidenti sono scoppiati in piazza XVIII Dicembre e ancora in piazza Castello. Qui, un gruppo di giovani a volto coperto – che gli inquirenti sospettano fossero “maranza” infiltrati – ha preso di mira la Prefettura, dando vita a uno scontro diretto con le forze dell’ordine, che hanno risposto con idranti e lacrimogeni.
La “marea” torinese, come l’hanno definita i promotori, non sembra intenzionata a fermarsi. Dopo Roma, lo sguardo resta puntato su Torino e sulla nuova data annunciata: 7 ottobre. Una giornata che promette di essere ancora una volta cruciale, dentro e fuori le piazze.
Di Giulia De Sanctis