Potenziato in Piemonte il Progetto Protezione Famiglie Fragili: sostegno a malati oncologici e nuclei vulnerabili

Torino, 27/09/2025.

La Regione Piemonte, insieme ad Azienda Zero e alla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, ha presentato al Grattacielo regionale il potenziamento del progetto Protezione Famiglie Fragili (PPFF). All’incontro hanno preso parte gli assessori regionali Federico Riboldi (Sanità) e Maurizio Marrone (Politiche Sociali), il direttore di Azienda Zero Adriano Leli, i coordinatori della Rete Oncologica Massimo Aglietta e Alessandro Comandone – quest’ultimo referente del progetto – e Franco Ripa, responsabile della programmazione dei servizi sanitari e socio-sanitari della Regione.

Nel suo saluto in video, il presidente Alberto Cirio ha ricordato come il progetto sia nato a Torino nel 2001 all’interno della Rete Oncologica, grazie all’impegno di Aglietta, Airoldi e Comandone. Un’iniziativa unica in Italia, pensata per offrire un sostegno concreto ai malati oncologici e alle loro famiglie lungo tutto il percorso di cura.

Il Progetto Protezione Famiglie Fragili non si concentra solo sul paziente, ma considera il nucleo familiare come parte integrante del percorso, soprattutto nei casi in cui alla malattia oncologica si sommano fragilità sociali o personali: figli minori o con disabilità, separazioni, disagio psichico, dipendenze, assenza di caregiver, lutti o traumi recenti, povertà, nuclei composti da anziani, barriere linguistiche o culturali.

L’obiettivo è intercettare i bisogni precocemente, offrendo supporto psicologico, sociale e – quando necessario – anche pratico attraverso la figura dell’assistente tutelare familiare. In concreto, il PPFF garantisce consulenza gratuita, trasporti da aree periferiche verso gli ospedali, assistenza domiciliare, sostegno scolastico ai figli dei pazienti e altre forme di aiuto quotidiano.

«Il progetto amplia lo sguardo dal singolo malato all’intera famiglia – ha sottolineato l’assessore Riboldi – ed è sostenuto dalla Regione con finanziamenti dedicati e una rete di mini-équipe distribuite in tutte le aziende sanitarie, in collaborazione con il volontariato».

Per l’assessore Marrone, il PPFF «rappresenta un modello di integrazione tra sanitario e sociale, anticipando la presa in carico e offrendo un primo contatto fondamentale per i nuclei in difficoltà».

Il direttore di Azienda Zero, Leli, ha ricordato che il progetto è stato recentemente consolidato con un finanziamento superiore a 300mila euro, mentre Comandone ha annunciato l’intenzione di incrementare ulteriormente le risorse nel 2026: «PPFF ha dimostrato di rispondere ai bisogni reali della popolazione, diventando un punto di riferimento stabile nel panorama italiano».

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