Torino, 27/09/2025.
Un nuovo giardino di Torino porta il nome di John Lennon, simbolo universale di pace e cofondatore dei Beatles. La cerimonia di intitolazione si è svolta questa mattina nell’area ex Diatto, dove è stata scoperta la targa commemorativa.
Ospite d’onore Julia Baird, sorella del musicista, giunta in città con il marito. Nel suo intervento ha ricordato il fratello e l’impegno della Fondazione Strawberry Field, di cui è presidente: «Sono felice che questo spazio sia stato restituito ai cittadini. Nel mondo esistono molti giardini dedicati a John, il più celebre è a New York: tutti sono luoghi in cui fermarsi a riflettere e a pensare alla pace. Perché il nome di mio fratello è sinonimo di pace». Julia ha aggiunto che il dialogo è la via principale per costruire la pace. Durante la cerimonia, un gruppo musicale ha interpretato alcuni brani storici di Lennon.
All’inaugurazione hanno preso parte diverse figure istituzionali e associative: la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, la presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise, il consigliere comunale Valentino Magazzù, oltre a Riccardo Codazza e Alberto Pisci dell’associazione Beatlemania Torino.
«È stato emozionante – ha commentato Magazzù – assistere a questa inaugurazione in un luogo vicino a una residenza universitaria, dove i ragazzi potranno studiare, leggere, ascoltare musica o praticare sport. Qui accanto ci sono anche spazi culturali che il Comune sta recuperando grazie ai fondi PNRR: l’auspicio è che possano ospitare presto una nuova biblioteca, perché in Circoscrizione 3 oggi ne abbiamo solo una, la Carluccio».
L’intitolazione a Lennon è stata preceduta da un altro momento simbolico: la piazzetta dell’ex Diatto, davanti al complesso di via Moretta 50, è stata dedicata a Maria Bongioannini, pioniera dell’ingegneria torinese. Un segnale che va nella direzione auspicata dalla commissione toponomastica cittadina, impegnata a riequilibrare le intitolazioni, in passato quasi esclusivamente maschili.
«John Lennon scrisse e cantò parole diventate un inno: All you need is love. È un messaggio semplice e rivoluzionario, politico e attualissimo – ha ricordato Troise –. Amare non significa essere deboli, ma avere la forza di resistere e di scegliere da che parte stare: quella della giustizia e della pace. È lo stesso che in questi giorni abbiamo chiesto nei cortei delle nostre città».