Torino, 15/09/2025.
Passeggiando nel cuore di Torino, all’angolo tra via Vittorio Alfieri e via Arsenale, ci si imbatte in uno degli edifici più eleganti della città. Eretto dal Banco di Napoli con permesso di costruzione datato 30 giugno 1921, riflette nella sua architettura di grande raffinatezza lo spirito del tempo, con linee sobrie e armoniose, balconate eleganti e facciate regolari, scandite da finestre incorniciate con discreta ricercatezza.
Impossibile pensare che all’interno di un tale gioiello strutturale possa celarsi un segreto in via di evoluzione grazie al team di eccellenza di Vertico, il gruppo nato proprio a Torino dieci anni fa dalle esperienze di Andrea Delmastro ed Edoardo Follo.
Delmastro dichiara: «La nostra mission è quella di promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio attraverso la realizzazione di dimore di pregio, in grado di innalzare il decoro architettonico e contribuire all’evoluzione estetica e culturale della città. Tra i tanti cantieri a Torino, Palazzo Alfieri è al momento la nostra punta di diamante e prevede un intervento unico: la riconversione dell’ex caveau del Banco di Napoli in un bunker antiatomico».
Il caveau, sopravvissuto al bombardamento del 1927, è stato usato per anni dal Banco di Napoli per custodire i beni più preziosi, da gioielli a opere d’arte; un intrigo di misteri e segreti, a pochi passi da quella che veniva indicata come la sede della massoneria in via Alfieri 19, dove ancora oggi si può vedere il portone in legno con i simboli iconici della loggia.
L’intervento di riqualificazione manterrà le pareti in calcestruzzo armato spesse un metro e mezzo, senza demolizioni, ma con l’integrazione di sistemi di protezione avanzata, concepita secondo gli standard svizzeri, i più efficaci al mondo. In Svizzera infatti vige il modello tecnico-organizzativo che garantisce protezione fino al livello 7 della scala INES, il grado massimo in caso di incidenti nucleari e radiologici (definito dall’AIEA nel 1989).
Un bunker ha la funzione di proteggere l’uomo dalle radiazioni nucleari e per questo viene costruito sotto il livello del suolo, sfruttando la naturale capacità del terreno di schermare i raggi gamma.
Il progetto prevede
Gli spazi interni, interamente personalizzabili, potranno includere cucine attrezzate, aree soggiorno, camere matrimoniali, sistemi multimediali e optional che ricordano i film di fantascienza: anticamera di decontaminazione, serre idroponiche, dispositivi di rilevazione radiazioni, area con tute anti-radiazioni e maschere antigas, ascensore segreto dall’attico al bunker. Non manca neppure una cantinetta per i vini con capienza fino a 30 bottiglie.
Interesse internazionale
La voce del progetto è rimbalzata sui mercati internazionali: Vertico sta ricevendo richieste di interesse da investitori di tutto il mondo – dal Principato di Monaco agli Emirati Arabi – attratti dall’esclusività dell’intervento e dalla stabilità del mercato immobiliare torinese.
Va sottolineato che Palazzo Alfieri diventerà uno dei pochi bunker presenti in Italia.
In Finlandia vige l’obbligo di costruire rifugi in edifici superiori a 1200 mq.
In Svezia sono presenti 64mila rifugi con 7 milioni di posti.
In Germania è in corso la riattivazione dei rifugi post-Guerra Fredda.
In Svizzera ogni abitante ha il suo posto garantito.
In Italia i bunker si contano sulle dita di una mano.
A Roma il bunker di Villa Torlonia, nato come rifugio antiaerei/antigas, oggi è un sito turistico. A Milano il Rifugio 87 (450 posti) e il Bunker Breda vengono usati per eventi culturali. A Brione (Brescia) è in corso la realizzazione del primo villaggio bunker italiano. A Torino invece il passaggio sotterraneo più noto è quello di piazza Risorgimento, collegato a Palazzo Civico.

Un progetto tra storia e futuro
Edoardo Follo, co-fondatore di Vertico, aggiunge: «Il bunker di Palazzo Alfieri è un po’ la versione 3.0 della Torino sotterranea del passato. Ma oltre al bunker, Palazzo Alfieri custodirà un’altra chicca: un chiostro contemporaneo, cortile interno a pianta quadrata che funge da fulcro distributivo dell’intero complesso residenziale. Abbiamo trasformato lo spazio destinato in passato agli sportelli bancari in un luogo architettonico di grande valore, mantenendo il disegno originario in marmi policromi, restaurati e riposizionati. Le architetture dialogano attraverso simmetrie rigorose, mentre le grandi vetrate creano un ritmo equilibrato di trasparenze e superfici. La bellezza più pura nasce dai giochi di luce che, filtrando su queste geometrie, generano profondità e riflessi cangianti nel corso della giornata».