Torino, 27/08/2025.
Si è spento nella notte del 27 agosto 2025, all’hospice Cottolengo di Chieri, l’arcivescovo emerito di Torino Cesare Nosiglia. Aveva 80 anni. Pochi giorni fa era stato trasferito dall’ospedale Gradenigo, dove era ricoverato per una grave patologia respiratoria.
Nosiglia ha guidato la diocesi torinese dal 2010 al 2022, succedendo a monsignor Severino Poletto e precedendo l’attuale arcivescovo Roberto Repole.
I funerali saranno celebrati venerdì 29 agosto 2025 alle ore 15.30 nel Duomo di Torino, presieduti da monsignor Roberto Repole. Giovedì 28 agosto, alle 15.30, sarà aperta la camera ardente al Santuario della Consolata, dove in serata, alle 21.00, si terrà la veglia funebre.
Il cardinale Repole ha ricordato il suo predecessore come un pastore instancabile, vicino ai poveri, ai carcerati, ai migranti e ai lavoratori in difficoltà. Parole di riconoscenza sono arrivate anche dal vescovo emerito di Susa, monsignor Alfonso Badini Confalonieri, che ha sottolineato il ruolo di Nosiglia nel favorire il percorso di integrazione tra le diocesi di Torino e Susa.
Nato a Rossiglione (Genova) il 5 ottobre 1944, Cesare Nosiglia si è formato al seminario di Acqui Terme, conseguendo la licenza in teologia alla Pontificia Università Lateranense e in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Ordinato sacerdote nel 1968, ha svolto incarichi pastorali e accademici a Roma fino al 1991, collaborando con parrocchie, uffici della CEI e insegnando teologia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo.
Ministero episcopale e incarichi
Ha ricoperto incarichi di rilievo nella Conferenza Episcopale Italiana, di cui fu vicepresidente (2010-2015) e presidente della commissione per l’educazione cattolica. Tra i suoi impegni più significativi figurano anche la partecipazione all’organizzazione del Giubileo del 2000, della Giornata Mondiale della Gioventù e del Congresso Eucaristico Internazionale.
Durante i suoi anni alla guida della diocesi torinese, Nosiglia ha affrontato un periodo complesso, segnato da crisi economiche e mutamenti sociali. Papa Francesco lo aveva confermato oltre il limite dei 75 anni, mantenendolo in carica fino al 2022. Con la nomina di Repole concluse il suo episcopato, restando arcivescovo emerito.