Torino, 08/08/2025.
Il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione della Città di Torino è il progetto destinato a diventare uno dei poli sanitari, scientifici e formativi più importanti del Piemonte e dell’Italia. L’intervento prevede la creazione di un complesso ospedaliero di eccellenza, con strutture all’avanguardia, spazi dedicati alla ricerca e alla formazione, e un’organizzazione pensata per rispondere in modo integrato alle esigenze della sanità moderna.
Il 24 aprile 2025 è stato firmato il contratto di concessione per la progettazione, costruzione e gestione dell’opera. L’intesa è stata siglata tra il commissario straordinario Marco Corsini e Claudio Dogliani, rappresentante del raggruppamento di imprese Consorzio SIS e ABP Nocivelli, vincitore della gara. Alla cerimonia erano presenti anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Federico Riboldi e i rappresentanti della cabina di regia, composta da Regione, Città della Salute e della Scienza, Prefettura, Comune, Università e Politecnico di Torino.
Con questa firma si è chiusa la fase di aggiudicazione e si è entrati in quella operativa. L’investimento complessivo ammonta a 610,9 milioni di euro, di cui 226,8 milioni finanziati dallo Stato, 11,9 milioni dalla Regione e 372,2 milioni dal concessionario. L’importo offerto in gara per la realizzazione dei lavori è di 495 milioni, a cui si aggiungono IVA, spese tecniche e altre somme a disposizione. A questi si sommano 18,5 milioni per le bonifiche dell’area già in corso. Un accordo di programma con il MEF e il Ministero della Salute ha inoltre garantito ulteriori 84,3 milioni da parte dello Stato e 4,4 milioni dalla Regione per coprire gli aumenti dei costi. È previsto anche un canone di disponibilità di 39,99 milioni di euro annui per 25 anni, comprensivo di manutenzione ed energia.
Il presidente Cirio ha parlato di “passaggio cruciale” per un progetto che sembrava destinato a fermarsi e che ora è pronto a partire, grazie alla determinazione della Regione, al sostegno del governo, che ha nominato il commissario straordinario, e al lavoro svolto dai tecnici. Ha annunciato tre tavoli di concertazione: con l’Università per la parte di sua competenza, con il Comune per aggiornare la destinazione urbanistica dell’area e con l’azienda sanitaria per definire aspetti strategici e amministrativi, confermando l’autonomia dell’ospedale Regina Margherita.
Anche il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Corgnati, ha evidenziato la portata strategica dell’opera per la sanità regionale e il contributo multidisciplinare che l’ateneo offrirà. Il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna e la direttrice della Scuola di Medicina Paola Cassoni hanno espresso soddisfazione per l’avvio concreto dell’iniziativa, mentre il commissario della Città della Salute e della Scienza Thomas Schael ha dichiarato che il nuovo complesso sarà un Dea di terzo livello e un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale.
Nonostante questo importante passo avanti, Marco Corsini ha richiamato l’attenzione su una criticità: la Valutazione di impatto ambientale (Via), passaggio obbligatorio da acquisire durante la Conferenza dei servizi. L’interpretazione più diffusa della normativa prevede che la procedura di Via proceda in parallelo alla Conferenza, così che il parere confluisca al momento della convocazione. Per il Parco, la competenza a stabilire se il progetto debba essere sottoposto a Via è del Comune di Torino, che ha 80 giorni per concludere l’iter, tempistiche sulle quali il commissario non ha potere diretto.
Il piano attuale degli uffici prevede di presentare l’istanza a fine settembre e convocare subito dopo la Conferenza dei servizi. Corsini, però, teme che ciò possa portare l’avvio dei lavori a gennaio 2026 e auspica di anticipare la procedura già ad agosto o nei primi giorni di settembre. Ricorda che l’aggiudicazione della concessione risale a oltre un anno fa, le verifiche dei requisiti sono state completate e il contratto è stato firmato da quattro mesi: tempistiche, secondo lui, incompatibili con la natura straordinaria del suo incarico, che dovrebbe garantire procedure rapide.
Il suo appello al Comune è di collaborare per accelerare nei passaggi che non rientrano nelle sue competenze, così da evitare nuovi ritardi in un’opera attesa da molti anni.
Di Giulia De Sanctis