Torino, 06/08/2025.
La nuova Linea 2 della metropolitana di Torino collegherà il quartiere Rebaudengo alla stazione di Porta Nuova, rivoluzionando il modo di spostarsi in città. L’avvio dei lavori è previsto per il 2026: si partirà con la gara per le opere civili all’inizio dell’anno, mentre entro marzo prenderanno il via i primi cantieri preparatori. Successivamente cominceranno gli scavi. Il costo complessivo dell’opera ammonta a 1,828 miliardi di euro.
Secondo quanto dichiarato ad aprile dal commissario straordinario Bernardino Chiaia, i lavori si concluderanno entro sei anni, con l’ultimazione prevista per il 31 dicembre 2032. I convogli, lunghi 60 metri, saranno in grado di trasportare almeno 400 passeggeri e circoleranno con una frequenza di un treno ogni 90 secondi, come avviene nelle metropolitane di Berlino o Tokyo.
Il tracciato attraverserà circa 7,7 chilometri nell’area nord della città, interessando i quartieri di Rebaudengo, Barriera di Milano e il centro storico. Sono previste dieci fermate principali: Rebaudengo, Giulio Cesare, San Giovanni Bosco, Corelli, Bologna, Novara, Verona, Mole-Giardini Reali, Carlo Alberto e Porta Nuova, dove la linea si connetterà a quella già esistente.
Due ulteriori stazioni, Pastrengo e Politecnico, sono attualmente in sospeso: per realizzarle servono 450 milioni di euro in più. Se i fondi verranno sbloccati dal governo entro il 2029, sarà possibile includerle nei lavori senza dover rimuovere la talpa meccanica, risparmiando così tempo e costi.
I treni saranno dotati di tecnologie avanzate per la guida automatica e potranno raggiungere una velocità di 80 km/h, senza conducente, come già avviene sulla Linea 1.
Un altro elemento distintivo della Linea 2 sarà il design delle stazioni: grazie a un concorso internazionale lanciato da InfraTo, studi di architettura, design e comunicazione visiva saranno chiamati a ideare un’identità specifica per ciascuna fermata, in dialogo con i luoghi attraversati.
La stazione di piazza Carlo Alberto, ad esempio, sarà pensata come accesso diretto agli spazi sotterranei di Palazzo Carignano, secondo un modello simile a quello del Louvre a Parigi. La fermata Mole-Giardini potrebbe richiamare l’immaginario del Museo del Cinema, quella di Novara raccontare la storia del caffè legandosi al vicino Museo Lavazza, mentre la futura Tabacchi-Cimarosa potrebbe celebrare la tradizione industriale torinese. Un viaggio nel sottosuolo che diventa anche un percorso narrativo tra storia, cultura e identità della città.
Di Giulia De Sanctis