Cesare Cremonini in concerto a Torino: Stadio Olimpico sold out e un viaggio musicale da Alaska Baby a 50 Special

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Torino, 13/07/2025.

Trentacinquemila persone. Uno stadio sold out da mesi. Un artista che, appena salito sul palco, si è sentito a casa. Sabato 12 luglio, Cesare Cremonini ha portato il suo Cremonini Live 2025 allo Stadio Olimpico di Torino, trasformando la città in un gigantesco abbraccio collettivo. È stato uno dei concerti più attesi dell’estate e non ha deluso: oltre due ore e mezza di musica, parole, immagini e luci per uno show che è stato più di un concerto – una narrazione immersiva, un viaggio personale condiviso con migliaia di persone.

La scaletta ha toccato tutte le tappe fondamentali della carriera di Cremonini: dalle hit storiche come Logico, Nessuno vuole essere Robin, Buon viaggio, fino al travolgente finale con “50 Special”, inno generazionale che ha fatto esplodere lo stadio. Ma al centro della serata c’è stato soprattutto “Alaska Baby”, il nuovo album ispirato a un lungo viaggio in solitaria dell’artista tra l’America e il Circolo Polare Artico. Un viaggio reale e interiore, che ha dato vita a canzoni come Ora che non ho più te e Nonostante tutto (feat. Elisa), accolte con grande intensità dal pubblico.

Lo spettacolo ha avuto una struttura narrativa precisa, pensata come un percorso – dalla partenza verso territori sconosciuti fino al ritorno a casa, carico di visioni, esperienze, emozioni. Un progetto curato nei minimi dettagli, a partire dalla regia e dal design dello show, sviluppato con Claudio Santucci di Giò Forma e NorthHouse, lo studio creativo londinese che ha collaborato con artisti come Coldplay e ai grandi eventi internazionali come il Super Bowl e il Giubileo della Regina Elisabetta.

Le immagini, le luci firmate da Mamo Pozzoli, i visual in movimento e i momenti coreografici con otto performer hanno reso lo show dinamico, potente, spettacolare. Ma mai gratuito: ogni elemento era funzionale a costruire un racconto coerente, che partiva da Cremonini ma parlava a tutti.

Sul palco, l’artista si è mosso tra pianoforte, chitarra, fisarmonica e balli improvvisati. Si è messo a nudo, con l’autoironia di GreyGoose, la dolcezza malinconica di San Luca, il romanticismo di La ragazza del futuro. Una dimostrazione di eclettismo e consapevolezza artistica rara nel panorama italiano.

Durante la serata, Cremonini ha raccontato quanto Torino gli ricordi Bologna: per le colline, per la presenza di tanti ragazzi, per l’underground musicale e per la vitalità delle band. "A Torino come a Bologna piace la bella musica", ha detto. E il pubblico lo ha dimostrato, accogliendolo con una partecipazione calda, generosa, compatta.

Cremonini è tornato a Torino da protagonista, ma soprattutto da uomo in cammino, in costante dialogo con sé stesso e con il pubblico. E il pubblico ha risposto con affetto, confermando ancora una volta il legame profondo che lo unisce a questo artista.

Nel frattempo, sono già aperte le prevendite per il Cremonini Live 2026, che porterà l’artista nei luoghi simbolo della musica live italiana: Circo Massimo a Roma, Ippodromo La Maura a Milano, Autodromo di Imola e Visarno Arena a Firenze.

Di Giulia De Sanctis

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