Nella maestosa Galleria dei Re prende il via Onde – Suoni che attraversano il tempo, rassegna musicale articolata in sei matinée tra luglio e settembre. Protagonisti del progetto sono l’Orchestra Filarmonica di Torino, il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e la Fondazione Merz, in un dialogo aperto tra musica, arte e archeologia.
La rassegna musicale al Museo Egizio si inserisce all’interno di un percorso più ampio che riconosce al museo un ruolo attivo nella produzione culturale contemporanea: un luogo dinamico, dove i linguaggi del presente si confrontano con la storia e contribuiscono a rileggerla, generando connessioni nuove tra saperi, epoche e sensibilità.
Ad aprire la serie di concerti è l’Orchestra Filarmonica di Torino, già protagonista del Concerto di Capodanno 2024 e di un recente progetto con la Fondazione Merz. Il 20 e 27 luglio saranno in scena due matinée musicali dal forte impatto evocativo.
Il primo appuntamento, Metamorfosi (20 luglio), propone un percorso musicale che si muove tra generi e secoli diversi: dalle improvvisazioni contemporanee di Selene Framarin (clarinetto) e Lorenzo Barbera (percussioni), si attraversano le atmosfere della Follia barocca di Corelli, il lirismo di Brahms e i ritmi moderni di Koshinski e Heilborn.
Il secondo concerto, Riflessi (27 luglio), è affidato al Quartetto Momûs – composto da Fiammetta Piovano, Simone De Matteis, Carola Longo e Jacopo Sommariva – e intreccia la grazia di Bach, l’energia di Mozart, la delicatezza di Fauré e la leggerezza di Joplin, in un mosaico di stili e suggestioni.
Nel mese di agosto sarà il Conservatorio Giuseppe Verdi a proporre due appuntamenti molto diversi tra loro, ma accomunati dalla volontà di esplorare linguaggi musicali trasversali.
Il 10 agosto, Omaggio a Hank Mobley è un viaggio nella storia del jazz americano attraverso alcune delle registrazioni più celebri del sassofonista per l’etichetta Blue Note Records. A esibirsi saranno Tancredi Sferrazza (sax tenore), Lorenzo Demarchi (batteria), Gianluca Gallucci (contrabbasso) e Nicola Testa (chitarra).
Il 24 agosto, l’incontro tra flauto e arpa darà vita a una narrazione musicale che spazia da Fauré e Saint-Saëns al tango di Piazzolla, fino a toccare il minimalismo emotivo di Yiruma e Conant. A interpretarlo, Lara Gaudenzi al flauto e Leonardo Zaccarelli all’arpa.
La chiusura della rassegna, curata dalla Fondazione Merz, è in programma il 14 e 28 settembre e vede protagonista l’arpa in due forme diverse: nella prima data, accanto alla voce baritonale di Federico Longhi, accompagnato da Stefania Saglietti, in un repertorio che va da Gounod e Fauré fino a Tosti, autore prediletto della regina Margherita; nella seconda, l’arpa dialoga con l’elettronica, in una performance di Maria Elena Bovio che attraversa secoli e linguaggi, da Limenio (III sec. a.C.) a Cage e Chailly, passando per Couperin e Haendel.
Tutti i concerti sono a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite la biglietteria online del Museo Egizio. In occasione della rassegna sarà inoltre possibile visitare gratuitamente anche la Galleria delle Sekhmet.