Torino, 17/06/2025.
È uno dei luoghi più iconici della città, un colpo d’occhio che unisce il cuore storico di Torino alla quiete della collina. Ma il tempo e l’inquinamento hanno lasciato il segno sulla sua imponente facciata neoclassica. Ora, la Chiesa della Gran Madre di Dio si prepara a tornare al suo antico splendore grazie a un grande intervento di restauro conservativo, appena approvato dalla Giunta Comunale.
Il progetto, promosso dalla vicesindaca Michela Favaro (Patrimonio) e dall’assessore Francesco Tresso (Cura della Città), prevede il ripristino delle superfici lapidee, degli intonaci, degli stucchi e di altri elementi architettonici e decorativi. I lavori inizieranno alla fine di giugno 2025 e si protrarranno per circa dodici mesi.
A finanziare l’intervento, dal valore complessivo di oltre un milione di euro, sarà la società One Srl, che coprirà integralmente i costi tramite sponsorizzazione, utilizzando gli spazi sui ponteggi per finalità pubblicitarie (nel rispetto di regole stringenti e vincoli etici).
Il cantiere riguarderà:
Il tutto verrà eseguito da un team di professionisti già attivo nel restauro delle facciate di Palazzo Marino a Milano, affiancato da competenze torinesi. Il progetto si concentrerà sulla conservazione dei materiali originali, mediante tecniche selezionate per compatibilità e reversibilità, precedute da un’attenta analisi diagnostica.
«Questo intervento – afferma la vicesindaca Favaro – dimostra quanto sia efficace la collaborazione tra pubblico e privato nella salvaguardia dei beni comuni. La Gran Madre è parte della nostra identità e della bellezza che rende Torino viva e riconoscibile».
Soddisfatto anche l’assessore Tresso: «Rimettere a nuovo un monumento come questo significa restituire valore al territorio e rafforzare l’attrattività turistica della città».
Durante i dodici mesi di cantiere, le grafiche pubblicitarie ammesse sul telo coprifacciata saranno soggette a controlli severi: vietati contenuti lesivi, discriminatori, politici, religiosi o legati a tabacco, alcol o materiale sessualmente esplicito.
«Per noi è un onore contribuire al recupero di un bene così significativo per Torino» dichiara Emanuele Anselmi, amministratore di One Srl, «insieme a un team di assoluta eccellenza».
Un simbolo della città tornerà così a splendere, nel rispetto della sua storia e con uno sguardo rivolto al futuro.