Concerto d'estate all'alba al Castello di Miradolo

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Domenica22Giugno2025
Evento terminato

Dalla notte al giorno, dal buio alla luce: con l’inedita rilettura di Music for 18 musicians di Steve Reich si aspetta l’alba, domenica 22 giugno, su un plaid nel parco del Castello di Miradolo (TO). Il Concerto d’estate è il tradizionale appuntamento organizzato dal 2010 dalla Fondazione Cosso e dal progetto artistico Avant-dernière penséeLa performance, che accoglie l’arrivo dell’estate, dialoga con il grande spazio aperto disegnato dal prato centrale del Parco, con il cielo, che dall’oscurità della notte si apre al nuovo giorno con l’alba, e con il pubblico che attraverso le cuffie silent system luminose può creare delle “stanze d’ascolto” e concentrarsi sullo sviluppo della partitura in relazione ai mutamenti che la natura offre all’arrivo dell’alba.

«Da qualche anno contiamo le “albe” - racconta Roberto Galimberti, direttore Avant-dernière pensée -. Contare le “albe” somiglia a contare gli anelli degli alberi, la cui distanza dipende dall’acqua o dal sole dell’intero anno. L’alba nel parco arriva sempre diversa, ormai da 10 anni. A volte anticipa, a volte tarda, sfida cieli velati o corteggia le stelle; mai uguale, soprattutto non “graduale”, la luce non si svela un poco alla volta, ma a “strappi”, come le pendenze in bicicletta di una strada che non si sa. E poi ci sono gli occhi, che al buio si abituano, decodificando forme e distanze, fino a “prevedere” quella luce prima della sua pienezza. Il parco chiama l'alba prima del suo arrivo. Suoni, profumi, temperature differenti. Da qualche anno contiamo le albe col pubblico, chi alla prima, chi ne ha già collezionate alcune. Contiamo le albe non per sapere gli anni, nemmeno per sancire di esserci stati, ma forse per ricordare l’attesa e la possibilità, che anche la notte ci offre, di non essere stati sopiti».

Nel minimalismo, un’idea musicale viene ripetuta all’infinito e variata, impercettibilmente, in ogni ripetizione e questo senso di costante e continuo cambiamento lega, in modo profondo, musica e natura. Mentre il pianoforte, la marimba e il toy piano, sparsi nel grande prato, creano la cadenza e l’impianto regolare e meccanico della composizione, l’elasticità delle corde degli archi, il violino, il violoncello e soprattutto la voce contrappongono un’altra pulsazione: da una parte, quindi, il tempo che si crede oggettivo e dall’altra la soggettività della presenza. Grazie a un sistema complesso di sovra incisioni e di loop e alla particolare natura del brano, che ha nella ripetizione una sua caratteristica strutturale, i 5 esecutori compongono tutte le 18 linee originarie: il pubblico può ascoltarle sia nell’atto della loro esecuzione dal vivo e senza alcuna mediazione e sia contemporaneamente nella loro registrazione e riproduzione. In cuffia è possibile ascoltare l’intera composizione o scegliere i solisti e gli strumenti arrivando a confondere il suono con i rumori della natura. Non sono disponibili sedie e il pubblico è invitato a portare un plaid da casa.

Al termine del concerto, una guida all’ascolto curata da Roberto Galimberti, ideatore del progetto artistico.

Gli esecutori

Roberto Galimberti, violino e direzione
Arianna Stornello, voce
Laura Vattano, pianoforte
Marco Pennacchio, violoncello
Alberto Occhiena, marimba
I tecnici: Marco Ventriglia, audio e supervisione tecnica; Edoardo Pezzuto, luci

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