Gli Afterhours guidati da Manuel Agnelli tornano a Collegno, ospiti del Flowers Festival, per un concerto molto atteso il 3 luglio, insieme a Emma Nolde. La band si riunisce per celebrare un album centrale nella propria storia: Ballate per piccole iene, pubblicato nel 2005 e in uscita in una nuova edizione speciale rimasterizzata il 6 giugno. Per l’occasione, Agnelli ha voluto al suo fianco i compagni di allora: Andrea Viti, Dario Ciffo e Giorgio Prette, dando il via a un tour che farà tappa anche a Torino.
«Quelle “piccole iene” eravamo noi, alle prese con i nostri limiti, con il senso di inadeguatezza. Ora, grazie a questo nuovo mastering di Giovanni Versari, quei brani respirano diversamente: c’è una limpidezza che prima mancava. È un disco che ho ricominciato ad ascoltare», racconta Agnelli.
Il tour è anche l’occasione per rievocare un momento cruciale della carriera della band. «Nel 2006 provammo a inserire brani in inglese, e il pubblico reagì malissimo. Una sera in Emilia, mentre cantavo Bye Bye Bombay, mi beccai un chewing-gum in faccia. Scattai e scesi dal palco per affrontare chi l’aveva lanciato. Me ne vergogno, ma fu un punto di svolta: capimmo che, per quanto duri, restavamo noi. Non c'erano compromessi da fare».
Il ritorno della formazione storica ha acceso l’entusiasmo dei fan, che hanno preso d’assalto le prevendite. «Quando ho parlato ai ragazzi della band, ho visto nei loro occhi qualcosa di speciale. È un’occasione per rimettere insieme dei pezzi sospesi. Partiamo con uno slancio quasi infantile, mossi solo dall’amore per quella musica. Per me non è solo un lavoro: è ciò che mi tiene in piedi. Senza, sarei un infelice di successo. E questo è il vero fallimento.»
Il tour sarà arricchito anche da una selezione di band emergenti, scelte attraverso la rassegna Carne Fresca – Suoni dal Futuro, che si è svolta al Germi di Milano tra fine 2024 e inizio 2025.
«È stata mia figlia a farmi conoscere alcune di queste band. Suonavano in piccoli contesti, lontani dai riflettori, e avevano un’urgenza reale. Così è nata Carne Fresca, per dare spazio a chi non ha canali. I ragazzi di oggi hanno una forza pazzesca: suonare li fa stare bene. Non sono lì per cercare successo, ma perché ne hanno bisogno. L’industria musicale è diventata perfetta e vuota. Il riscatto sociale di cui tanto si parla è, spesso, solo una narrazione. Ma questa nuova scena rifiuta il malessere estetico dominante: non si omologa, cerca alternative. Ed è da lì che nascerà qualcosa di nuovo.»
Proprio per potersi dedicare interamente a questi progetti, Agnelli ha deciso di non tornare a X Factor, rinunciando a un cachet importante. «Negli ultimi anni ho lavorato tanto, ma vissuto poco. Volevo prendermi il tempo per portare avanti progetti più autentici, anche più piccoli, ma in cui credere davvero.»
Sul futuro degli Afterhours, però, preferisce non sbilanciarsi. «Con la band non faccio programmi a lungo termine. Voglio solo godermi il presente, un giorno alla volta.»