Salone del Libro 2025: proteste dei pro Pal contro Crosetto per l'aumento delle spese militari

Torino, 17/05/2025.

Al Salone del Libro di Torino 2025 si è registrata un'altra giornata di proteste politiche, con al centro la contestazione al ministro della Difesa Guido Crosetto.

Una ventina di attivisti pro Palestina, posizionati nei pressi dello stand del Ministero della Difesa, hanno espresso dissenso contro l'aumento delle spese militari deciso dal governo Meloni, salite al 2% del PIL (pari a 35 miliardi di euro), dieci in più rispetto all’ultima manovra finanziaria.

I manifestanti, tenuti a distanza dalle forze dell’ordine, hanno esposto cartelli contro il riarmo, una bandiera della Palestina e ripetuto cori come “Crosetto, in guerra vacci tu”.

Dopo alcuni minuti di presidio, il gruppo è stato accompagnato all’esterno del padiglione Oval del Lingotto.

Le tensioni si sommano a quelle dei giorni scorsi, che avevano già ostacolato l’intervento del presidente della Comunità ebraica di Torino, costretto a rinunciare al proprio intervento per ragioni di sicurezza.

Interpellato sull’accaduto, Crosetto ha dichiarato: «Credo che in un Salone della cultura chiunque debba avere diritto di parola. Nessuno può decidere chi deve tacere. Mi avevano detto di evitare lo stand Rai per la presenza di attivisti, ma ci sono passato lo stesso: non vedo nulla di sbagliato nel manifestare».

Il ministro ha poi ricordato gli aiuti umanitari inviati dall’Italia a Gaza, sottolineando l’impegno della Difesa italiana: «Quando è scoppiata la guerra, il primo ospedale a essere inviato è stato quello a bordo della nave Vulcano. Decine di bambini palestinesi sono stati accolti in Italia grazie al lavoro del nostro personale militare».

Ha inoltre ribadito la posizione del governo: «Siamo sempre stati contrari all’invio di truppe in Ucraina. Lavoriamo per una tregua e per il coinvolgimento delle Nazioni Unite, che dovrebbero avere un ruolo centrale nel monitoraggio dei conflitti».

«Non possiamo risolvere le crisi internazionali con la logica dei blocchi contrapposti», ha concluso, auspicando una maggiore azione multilaterale non solo in Ucraina, ma anche in Libano e a Gaza.

Infine, ha distinto la causa palestinese da Hamas: «Sono due realtà diverse. Continuo a credere che serva uno Stato palestinese dove milioni di persone possano vivere in pace. Le violenze subite da donne e bambini sono inaccettabili e non possono essere ignorate».

Di Giulia De Sanctis

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