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Come si costruisce oggi la città del futuro? Quali infrastrutture, materiali e immateriali, ne rendono possibile il funzionamento e ne orientano le trasformazioni? E, soprattutto, quale città desideriamo davvero?
Sono alcune delle domande al centro di Urban Desires, l’iniziativa organizzata dal Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST del Politecnic
Per due giorni, Torino diventa un laboratorio aperto di idee, esperienze e visioni sulla città contemporanea, riunendo il mondo della ricerca, della progettazione, dell’arte, delle istituzioni e la cittadinanza per riflettere insieme su nuovi modi di vivere e trasformare gli spazi urbani.
Con la nuova edizione, Infrastructuring the Urban, l’attenzione si concentra sul ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali che rendono possibile la vita urbana, dalle reti e dagli spazi fisici ai servizi e alle relazioni sociali. Un filo conduttore che attraverserà alcune delle principali sfide delle città contemporanee: le disuguaglianze abitative, la biodiversità, il cambiamento climatico, le migrazioni e la memoria dei luoghi, fino alle diverse forme di violenza che segnano gli ambienti urbani, da quella ambientale, lenta e spesso invisibile, alle conseguenze dei conflitti armati.
Il programma, nato dal contributo di ricercatrici e ricercatori del DIST in dialogo con ospiti, istituzioni e realtà culturali, propone incontri, passeggiate urbane, installazioni artistiche e attività partecipative, intrecciando competenze e prospettive diverse per osservare, comprendere e immaginare la città di domani.
Venerdì 6 novembre, alle ore 14., nel Salone d’Onore del Castello del Valentino, si tiene l’apertura ufficiale dell’evento, con i saluti istituzionali di Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino, Gianluca Cuniberti, Prorettore dell’Università di Torino, e Andrea Bocco, Direttore del DIST.
A seguire, nella Cappella del Castello, viene inaugurata l’installazione immersiva Slow Violence. Ontologia della rottura #1, che attraverso l’incontro tra arte e tecnologia rende percepibili le tensioni e le trasformazioni ambientali spesso invisibili che attraversano la città. L’opera è il risultato della residenza d’artista di Carlo Gioia, realizzata al DIST in collaborazione con il collettivo Radura e inNuCE Lab del Politecnico, nell’ambito del progetto europeo AVENUE CoVE, con il coinvolgimento della professoressa Tatiana Mazali.
Tra i temi affrontati nel corso della giornata, il rapporto tra natura, biodiversità e ambiente urbano, al centro dell’iniziativa Riconosci l’alieno in città?, a cura della professoressa Angioletta Voghera con il CED PPN. Una passeggiata esplorativa nel Parco del Valentino coinvolge le classi della scuola primaria G. Parini alla scoperta delle specie vegetali e animali aliene presenti negli spazi urbani, per poi aprire al confronto sulle interazioni tra esseri umani, ecosistemi e città.
Lo sguardo si sposta quindi sulle infrastrutture urbane del futuro con l’attività partecipativa Infrastructuring the Urban, che vede il coinvolgimento di Patrizia Lombardi, vicerettrice per Campus sostenibile e Living Lab del Politecnico di Torino, e inviterà a immaginare la Torino del 2040. A conclusione della giornata, il talk Dalla città di pochi a quella di tutti affronterà il tema dell’accesso ai diritti, ai servizi e agli spazi collettivi, sempre più condizionato dalle dinamiche della rendita e della valorizzazione economica. A confrontarsi sono Elena Granata, professoressa al Politecnico di Milano, e Giovanni Semi, sociologo urbano del DIST.
Il giorno seguente, sabato 7 novembre, il programma prosegue con incontri e attività dedicate alle trasformazioni sociali, culturali e ambientali dello spazio urbano. Tra gli appuntamenti, due passeggiate che invitano a osservare Torino attraverso prospettive differenti: Torino è Casablanca: storie e tracce della presenza marocchina a Torino accompagna le persone partecipanti tra i mercati, i vicoli e i luoghi simbolici di Porta Palazzo, ripercorrendo le storie, le culture e le pratiche quotidiane della comunità marocchina e il suo contributo alla trasformazione dell’identità del quartiere. Memorie attive: itinerario decoloniale al Valentino, a cura dell’Unione culturale Franco Antonicelli, propone invece una rilettura critica di monumenti, intitolazioni e spazi pubblici, per far emergere le tracce del passato coloniale e riflettere sul modo in cui la memoria storica viene rappresentata nella città contemporanea.
Spazio anche alla partecipazione e alla sperimentazione, con Hackerare Monopoly: la città in gioco, un’attività che ripensa le regole del celebre gioco da tavolo per affrontare, attraverso il gioco, temi come le disuguaglianze abitative, la gentrificazione e il diritto alla casa.
Sulle strategie per costruire città più sostenibili e inclusive si concentra il talk con Maria Vassilakou, di Vassilakou Urban Consulting GmbH – Vienna Solutions, in dialogo con il Direttore del DIST Andrea Bocco, a partire dall’esperienza di Vienna. Il talk Città sotto attacco: i droni, l’intelligenza artificiale e la guerra urbana vede invece il giornalista Gianluca Di Feo confrontarsi con il professor Francesco Chiodelli sull’impatto delle nuove tecnologie militari sui conflitti e sugli spazi urbani.
A chiudere la manifestazione è Il cielo sopra Hiroshima, una lettura scenica accompagnata dal pianoforte, presentata in prima assoluta, che propone una riflessione sul rapporto tra responsabilità umana, tecnologia e futuro.
La partecipazione agli appuntamenti è gratuita, previa prenotazione attraverso le rispettive pagine del programma (consultabile sul sito www.urbandesires.it).
L’installazione artistica Slow Violence. Ontologia della rottura #1, ospitata nella Cappella del Castello, è invece visitabile liberamente, senza prenotazione, dal 6 al 12 novembre, dalle ore 10 alle 17.
Con UD Extended, il programma di Urban Desires si amplia oltre il 6 e 7 novembre, con iniziative diffuse in diversi luoghi di Torino che coinvolgono la comunità universitaria, la cittadinanza e le realtà del territorio.
Le attività spaziano dalla fotografia come strumento per raccontare la città universitaria al confronto sul ruolo dei laboratori universitari nei quartieri, fino a esperienze di scienza partecipata dedicate al microclima urbano. Tra le collaborazioni, quella con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia per l’iniziativa Studiare a Torino / Studying in Torino e con il Polo del ’900 per l’itinerario decoloniale al Valentino, curato dall’Unione culturale Franco Antonicelli nell’ambito della rassegna Controcampi.
Esperienza Accesso prioritario a Palazzo Madama, visita con biglietto saltacoda
Palazzo Madama
Esperienza Castello e Parco di Masino, visita alla residenza storica dei Valperga
Castello e Parco di Masino, Caravino
Esperienza Dolce Torino, tour gastronomico dei dolci e del cioccolato
Monumento a Emanuele Filiberto - "Cavàl 'd Brons"
Esperienza Torino Gourmet Tour, percorso enogastronomico con aperitivo e cibo di strada piemontese
Piazza San Carlo
Esperienza Accesso prioritario al Palazzo Reale di Torino, visita guidata con biglietto saltafila
Piazzetta Reale
Esperienza Accesso prioritario al Museo Egizio di Torino, visita guidata con biglietto saltafila
Museo Egizio
Esperienza City Escape, esperienza interattiva tra enigmi e sfide per le strade di Torino
Piazza Cln