Urban Desires. Infrastructuring the Urban: Torino diventa un laboratorio di idee sul tema della città contemporanea

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DA Venerdì06Novembre2026
A Domenica08Novembre2026

Come si costruisce oggi la città del futuro? Quali infrastrutture, materiali e immateriali, ne rendono possibile il funzionamento e ne orientano le trasformazioni? E, soprattutto, quale città desideriamo davvero?

Sono alcune delle domande al centro di Urban Desires, l’iniziativa organizzata dal Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST del Politecnico di Torino e dell’Università di Torino, che venerdì 6 e sabato 7 novembre anima gli spazi del Castello del Valentino e altri luoghi della città.

Per due giorni, Torino diventa un laboratorio aperto di idee, esperienze e visioni sulla città contemporanea, riunendo il mondo della ricerca, della progettazione, dell’arte, delle istituzioni e la cittadinanza per riflettere insieme su nuovi modi di vivere e trasformare gli spazi urbani.

Con la nuova edizione, Infrastructuring the Urban, l’attenzione si concentra sul ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali che rendono possibile la vita urbana, dalle reti e dagli spazi fisici ai servizi e alle relazioni sociali. Un filo conduttore che attraverserà alcune delle principali sfide delle città contemporanee: le disuguaglianze abitative, la biodiversità, il cambiamento climatico, le migrazioni e la memoria dei luoghi, fino alle diverse forme di violenza che segnano gli ambienti urbani, da quella ambientale, lenta e spesso invisibile, alle conseguenze dei conflitti armati.

Il programma, nato dal contributo di ricercatrici e ricercatori del DIST in dialogo con ospiti, istituzioni e realtà culturali, propone incontri, passeggiate urbane, installazioni artistiche e attività partecipative, intrecciando competenze e prospettive diverse per osservare, comprendere e immaginare la città di domani.

Venerdì 6 novembre, alle ore 14., nel Salone d’Onore del Castello del Valentino, si tiene l’apertura ufficiale dell’evento, con i saluti istituzionali di Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino, Gianluca Cuniberti, Prorettore dell’Università di Torino, e Andrea Bocco, Direttore del DIST. 

A seguire, nella Cappella del Castello, viene inaugurata l’installazione immersiva Slow Violence. Ontologia della rottura #1, che attraverso l’incontro tra arte e tecnologia rende percepibili le tensioni e le trasformazioni ambientali spesso invisibili che attraversano la città. L’opera è il risultato della residenza d’artista di Carlo Gioia, realizzata al DIST in collaborazione con il collettivo Radura e inNuCE Lab del Politecnico, nell’ambito del progetto europeo AVENUE CoVE, con il coinvolgimento della professoressa Tatiana Mazali.

Tra i temi affrontati nel corso della giornata, il rapporto tra natura, biodiversità e ambiente urbano, al centro dell’iniziativa Riconosci l’alieno in città?, a cura della professoressa Angioletta Voghera con il CED PPN. Una passeggiata esplorativa nel Parco del Valentino coinvolge le classi della scuola primaria G. Parini alla scoperta delle specie vegetali e animali aliene presenti negli spazi urbani, per poi aprire al confronto sulle interazioni tra esseri umani, ecosistemi e città. 

Lo sguardo si sposta quindi sulle infrastrutture urbane del futuro con l’attività partecipativa Infrastructuring the Urban, che vede il coinvolgimento di Patrizia Lombardi, vicerettrice per Campus sostenibile e Living Lab del Politecnico di Torino, e inviterà a immaginare la Torino del 2040. A conclusione della giornata, il talk Dalla città di pochi a quella di tutti affronterà il tema dell’accesso ai diritti, ai servizi e agli spazi collettivi, sempre più condizionato dalle dinamiche della rendita e della valorizzazione economica. A confrontarsi sono Elena Granata, professoressa al Politecnico di Milano, e Giovanni Semi, sociologo urbano del DIST.

Il giorno seguente, sabato 7 novembre, il programma prosegue con incontri e attività dedicate alle trasformazioni sociali, culturali e ambientali dello spazio urbano. Tra gli appuntamenti, due passeggiate che invitano a osservare Torino attraverso prospettive differenti: Torino è Casablanca: storie e tracce della presenza marocchina a Torino accompagna le persone partecipanti tra i mercati, i vicoli e i luoghi simbolici di Porta Palazzo, ripercorrendo le storie, le culture e le pratiche quotidiane della comunità marocchina e il suo contributo alla trasformazione dell’identità del quartiere. Memorie attive: itinerario decoloniale al Valentino, a cura dell’Unione culturale Franco Antonicelli, propone invece una rilettura critica di monumenti, intitolazioni e spazi pubblici, per far emergere le tracce del passato coloniale e riflettere sul modo in cui la memoria storica viene rappresentata nella città contemporanea.

Spazio anche alla partecipazione e alla sperimentazione, con Hackerare Monopoly: la città in gioco, un’attività che ripensa le regole del celebre gioco da tavolo per affrontare, attraverso il gioco, temi come le disuguaglianze abitative, la gentrificazione e il diritto alla casa.

Sulle strategie per costruire città più sostenibili e inclusive si concentra il talk con Maria Vassilakou, di Vassilakou Urban Consulting GmbH – Vienna Solutions, in dialogo con il Direttore del DIST Andrea Bocco, a partire dall’esperienza di Vienna. Il talk Città sotto attacco: i droni, l’intelligenza artificiale e la guerra urbana vede invece il giornalista Gianluca Di Feo confrontarsi con il professor Francesco Chiodelli sull’impatto delle nuove tecnologie militari sui conflitti e sugli spazi urbani.

A chiudere la manifestazione è Il cielo sopra Hiroshima, una lettura scenica accompagnata dal pianoforte, presentata in prima assoluta, che propone una riflessione sul rapporto tra responsabilità umana, tecnologia e futuro.

La partecipazione agli appuntamenti è gratuita, previa prenotazione attraverso le rispettive pagine del programma (consultabile sul sito www.urbandesires.it).

L’installazione artistica Slow Violence. Ontologia della rottura #1, ospitata nella Cappella del Castello, è invece visitabile liberamente, senza prenotazione, dal 6 al 12 novembre, dalle ore 10 alle 17.

UD Extended: un programma che va oltre le due giornate

 Con UD Extended, il programma di Urban Desires si amplia oltre il 6 e 7 novembre, con iniziative diffuse in diversi luoghi di Torino che coinvolgono la comunità universitaria, la cittadinanza e le realtà del territorio.

 Le attività spaziano dalla fotografia come strumento per raccontare la città universitaria al confronto sul ruolo dei laboratori universitari nei quartieri, fino a esperienze di scienza partecipata dedicate al microclima urbano. Tra le collaborazioni, quella con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia per l’iniziativa Studiare a Torino / Studying in Torino e con il Polo del ’900 per l’itinerario decoloniale al Valentino, curato dall’Unione culturale Franco Antonicelli nell’ambito della rassegna Controcampi.

 

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