Hyperballad, mostra a Villa della Regina, tra arte e suono

Caterina Gobbi, Convergenza armonica Caterina Gobbi, Convergenza armonica
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DA Venerdì23Ottobre2026
A Domenica08Novembre2026

Da giovedì 22 ottobre a domenica 8 novembre 2026, Villa della Regina, in strada Santa Margherita 79 a Torino ospita Hyperballad, una mostra a cura di Sara D’Alessandro Manozzo. Un giardino storico, con la natura ordinata secondo un disegno umano, diventa il terreno di una ricerca che supera i confini tra cultura e ambiente. In Hyperballad, le opere di Caterina Gobbi, Ramona Ponzini, Diana Sonetto e Marzio Zorio utilizzano il suono per esplorare altre forme di relazione con il mondo naturale, sottraendolo alla sola dimensione visiva. Installazioni sonore, registrazioni ambientali e performance si intrecciano con il paesaggio seicentesco, dando spazio a presenze, voci e immaginari che mettono in discussione il primato dello sguardo umano.

Il titolo della mostra Hyperballad riprende quello di una canzone di Björk del 1996, in cui il paesaggio non è un semplice sfondo, ma entra nella relazione tra gli individui, fino a diventare una presenza con cui confrontarsi. La natura è intesa come interlocutrice, non come scenario da contemplare o risorsa da dominare. Le opere sviluppano questa prospettiva attraverso linguaggi e pratiche differenti: dalla dimensione performativa alle registrazioni sul campo, fino alla scultura sonora.

In Convergenza armonica: storie di pietre, fiori, fuochi e spiriti dei boschi (2025), Caterina Gobbi combina strutture di tubi da cantiere e voci generate con l’intelligenza artificiale, che rielaborano leggende alpine e figure del mondo naturale. Il lavoro evoca un paesaggio in cui le distinzioni tra umano e non umano si fanno meno nette, aprendo a un immaginario ecologico fondato sull’ibridazione.

La mostra è inclusa nel biglietto ordinario di accesso a Villa della Regina e ai Giardini, oppure nel biglietto per i soli Giardini. Biglietto Villa + Giardini, intero 10 euro; all’esterno biglietto Giardini, intero  5 euro. Non è richiesta la prenotazione

Con MITOPOIESI (Archeobiosi) (2026), Marzio Zorio costruisce una composizione a partire da registrazioni di animali, rallentate e deformate fino a diventare irriconoscibili. Suoni ctoni, notturni e silvestri si alternano a voci che sembrano provenire da forme di vita estinte o future, mentre il ritmo umano compare soltanto attraverso alcuni metronomi. La composizione cerca una dimensione sonora comune alle diverse specie, oltre le distinzioni che normalmente le separano.

Diana Sonetto presenta Senza titolo (2026), sviluppo di una ricerca avviata nel 2023. L’artista ha spedito in Pakistan un registratore vocale con batteria a lunga durata, lasciandolo in funzione durante il viaggio. La registrazione restituisce un paesaggio acustico fatto di rumori, lingue e voci di trasportatori, addetti alle poste e passanti. Da questo materiale prende forma, per la prima volta, una performance in cui il corpo dell’artista diventa parte di un racconto di spostamenti e attraversamenti, che richiama la dimensione concreta della migrazione e le distanze tra luoghi e persone.

In 最小単位 (Saishō tan'i, Unità minima) (2024), Ramona Ponzini esplora invece la Valle Vermenagna, nel Cuneese, attraverso i suoni dell’Orrido delle Barme, del Bosco di Palanfrè e del mantice usato nel banco da lavoro da Notou Sounadour, suonatore robilantese di strumenti musicali legati alla tradizione locale. Le tre tracce intrecciano acqua, bosco, voce e suono del mantice, mettendo in relazione ambiente naturale e cultura umana. Il field recording diventa così uno strumento per restituire un territorio in cui le due dimensioni non sono separabili.

Le opere di Hyperballad si inseriscono nel giardino seicentesco, tra terrazzamenti, grotte artificiali, padiglioni, statue classiche e la vigna più antica di Torino. Un paesaggio progettato e trasformato nel tempo dall’intervento umano diventa parte di una riflessione sul modo in cui percepiamo e abitiamo il mondo naturale. La mostra, realizzata in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, è inserita nel programma di QU.EEN e si svolge in occasione di Artissima.

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