Luoghi del Cuore Fai in Piemonte: la Sacra di San Michele in testa alla classifica provvisoria

Sacra di San Michele Sacra di San Michele

Torino, 23/07/2026.

La classifica dei Luoghi del Cuore più votati a oggi, a due mesi dal lancio della tredicesima edizione del censimento del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) con Intesa Sanpaolo, offre la mappa per un inedito viaggio in un’Italia da riscoprire, paesaggi e monumenti poco conosciuti, lontani dalla ribalta delle mete più rinomate e turistiche e per questo più autentici e sorprendenti: luoghi custodi di un patrimonio ambientale e culturale straordinario e quasi inesplorato, a torto ritenuto minore, che merita di essere tutelato e valorizzato perché continui a incarnare l’identità italiana.

Già un centinaio di realtà sono attive nelle raccolte voti, dai comitati spontanei nati appositamente per il censimento realizzato dal Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) con Intesa Sanpaolo, ad associazioni già costituite da tempo e ancora piccoli comuni, parrocchie e scuole, con l’obiettivo di far conoscere il proprio Luogo del Cuore oppure raggiungere le almeno 3.000 segnalazioni che consentono, dopo la chiusura del censimento, l’accesso al bando per la candidatura di progetti e la richiesta di un sostegno economico o, addirittura, ambire al podio nazionale, aggiudicandosi contributi di 70.000, 60.000 e 50.000 euro, previa presentazione di un progetto di restauro o valorizzazione.

All'attivo ci sono già 350.000 voti (dei quali oltre 62.000 cartacei trasmessi al Fai entro il 6 luglio 2026 e conteggiati per questo primo aggiornamento). Per partecipare e contribuire a dare un futuro ai propri Luoghi del Cuore basta un click sul sito ufficiale (dove sono disponibili maggiori informazioni e aggiornamenti) o una firma sui moduli cartacei nei punti di raccolta organizzati dai comitati promotori. Possono essere votati tutti i luoghi che si desidera fino al 15 dicembre 2026.

Per quanto riguarda il Piemonte, il luogo al primo posto della classifica provvisoria è la Sacra di San Michele, costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del Monte Pirchiriano, a 40 km da Torino. Dall'alto dei suoi torrioni si possono ammirare la Val di Susa e il capoluogo piemontese. Dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, è parte della via di pellegrinaggio di oltre 2.000 km che collega Mont Saint-Michel, in Francia, con Monte Sant’Angelo, in Puglia. Da oltre 185 anni è amministrata e custodita dai Padri Rosminiani, che con la loro presenza hanno contribuito alla sua crescita e al suo mantenimento. Nel 1980 Umberto Eco si ispirò parzialmente a questa suggestiva abbazia, in origine benedettina, per ambientare il suo più celebre romanzo, Il nome della rosa. Conserva ambienti di grande importanza storica e artistica, dallo Scalone dei Morti, al Portale dello Zodiaco e una splendida tavola del pittore quattrocentesco Defendente Ferrari. Ancora oggi rappresenta un simbolo identitario per l'intera regione e continua a richiamare visitatori da tutto il mondo e viene votata a ogni edizione del Censimento.

Sta scalando la classifica dei Luoghi del Cuore anche l’ottocentesco Forte Bormida di Alessandria, tra le fortificazioni che componevano il grande campo trincerato realizzato per rafforzare il sistema difensivo della città. Il forte faceva parte di una rete di opere capaci di controllare gli accessi lungo i corsi dei fiumi Tanaro e Bormida. Dopo la perdita della propria funzione militare, il complesso ha attraversato un lungo periodo di abbandono che ne ha compromesso la conservazione. La partecipazione ai Luoghi del Cuore nasce dalla volontà di richiamare l'attenzione su un bene poco conosciuto ma di grande valore storico e paesaggistico, promuovendone il recupero e la restituzione alla collettività.

Viene votata in Piemonte anche la Ferrovia Torino-Ceres: inaugurata nella seconda metà del XIX secolo per collegare Torino alle Valli di Lanzo, la linea contribuì in modo determinante allo sviluppo economico, turistico e sociale del territorio, favorendo gli spostamenti di lavoratori, commercianti e villeggianti. Qui nel 1884 Galileo Ferraris sperimentò tra i primi la trasmissione della corrente a distanza, accendendo da Torino le luci della stazione di Lanzo. Nel corso del Novecento fu protagonista di importanti innovazioni tecnologiche, divenne la prima ferrovia elettrica in corrente continua ad alta tensione in Italia e tra le primissime al mondo, con una tecnologia che è diventata poi lo standard delle Ferrovie dello Stato. Lungo il percorso si incontrano stazioni storiche, opere ingegneristiche, tra queste le prime opere italiane in cemento armato tra le quali il ponte di Ceres, e scorci paesaggistici. Ancora oggi la Torino-Ceres è parte integrante della memoria collettiva locale. Dal 2024 la linea è direttamente collegata alla rete Fs e parte del servizio metropolitano di Torino e può perciò trovare nuovo slancio.

La classifica provvisoria prosegue poi con la Strà Granda, ovvero l'antico percorso che attraversa la Valle Anzasca collegando Piedimulera a Macugnaga, per circa 30 km dal fondo della Val d'Ossola alla cima del Monte Rosa con i suoi 4634 m di altezza. Per secoli questa via ha rappresentato il principale collegamento della valle, percorsa da mercanti, pellegrini, allevatori e dalle comunità walser che dal Medioevo si insediarono nelle alte quote alpine. Lungo il tracciato si conservano ponti in pietra, cappelle votive, selciati storici e testimonianze della vita quotidiana delle popolazioni montane, inseriti in una natura ancora integra con una ricca avifauna ed un mondo di farfalle accompagnano lungo questo percorso che attraversa la storia in un contesto ambientale unico. La Strà Granda non è soltanto un sentiero, ma un vero e proprio racconto della storia, dell'economia e delle tradizioni della Valle Anzasca.

In provincia di Novara, il luogo al momento più votato, che si trova immerso nel paesaggio del Parco del Ticino, è il Mulino Vecchio di Bellinzago Novarese. Documentato già in età moderna e ricostruito nell'attuale configurazione nel XVIII secolo, il complesso sfruttava la forza dell'acqua della Roggia Molinara per la macinazione dei cereali destinati alle comunità locali. Ancora oggi il sito conserva elementi dell'antico sistema produttivo. Nel tempo, grazie a un contributo di regione Piemonte, il mulino è diventato anche un luogo di divulgazione culturale ed educazione ambientale, contribuendo a mantenere viva la memoria delle tradizioni contadine. L’Egap Ticino e Lago Maggiore (Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore) lo promuove ai Luoghi del Cuore perché ha bisogno di nuova valorizzazione: restauro, manutenzione e, soprattutto, nuovi allestimenti per una rinnovata e più moderna fruizione.

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