Lucio Dalla & Roberto Roversi (Automobili: un disco), mostra

Lucio Dalla sull'Alfa Romeo P3 (1976) Lucio Dalla sull'Alfa Romeo P3 (1976)
Museo Nazionale dell’Automobile Cerca sulla mappa
DA Mercoledì13Maggio2026
A Domenica20Settembre2026

Da mercoledì 13 maggio a domenica 20 settembre 2026 presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (corso Unità d'Italia 40) è aperta al pubblico la mostra Lucio Dalla & Roberto Roversi (Automobili: un disco). In esposizione  - nella project room al primo piano - materiali d’archivio, illustrazioni e automobili che accompagnano il visitatore in un percorso in cui le canzoni prendono forma nello spazio espositivo, intrecciando memoria storica, immaginario collettivo e riflessione contemporanea sul ruolo dell’automobile nella società.

Nel 1976 la casa discografica Rca pubblicò Automobili, il concept album di Lucio Dalla e Roberto Roversi dedicato al simbolo per eccellenza della modernità e delle trasformazioni del Novecento. Il cantautore e il poeta, entrambi bolognesi, avevano originariamente composto undici brani destinati alla scena teatrale. La scelta di ridurli a soli sei per la pubblicazione su lp segnò, al tempo stesso, il culmine e la rottura della loro collaborazione. Una decisione che rende oggi necessario riscoprire anche le cinque canzoni escluse, fondamentali per comprendere appieno la portata sociale e politica della loro visione del rapporto tra l’uomo e l’automobile.

Quando uscì, l’album fu accolto come un’opera anomala, difficile, profondamente politica. Lontano dalle logiche commerciali della discografia dell’epoca, il disco si configurava come un affresco critico della società industriale italiana, in cui l’automobile non era semplice oggetto di desiderio o simbolo di progresso, ma dispositivo culturale, sociale e ideologico. Le recensioni dell’epoca ne sottolineavano la natura spiazzante: un concept album che smontava il mito dell’automobile proprio mentre questo raggiungeva la sua massima espansione.


© Perottino

Nelle parole di Roversi e nelle musiche di Dalla, l’automobile era teatro di contraddizioni: promessa di libertà e insieme strumento di alienazione, icona di modernità e al tempo stesso segno di crisi industriale, simbolo di potere e oggetto destinato al declino. A distanza di cinquant’anni, Automobili si rivela un’opera sorprendentemente attuale. In un presente segnato dalla transizione ecologica, dalla ridefinizione dei modelli di mobilità e da un ripensamento radicale del rapporto tra uomo, tecnologia e ambiente, il futuro incompleto evocato dal disco appare come una chiave di lettura potente per interpretare il nostro tempo.

La mostra nasce dunque come un dispositivo interpretativo: non una celebrazione nostalgica, ma un campo di tensione tra passato e presente. Le canzoni diventano matrici narrative che attivano una pluralità di linguaggi - automobili, materiali d’archivio, immagini, suoni, illustrazioni - per costruire un racconto stratificato, capace di attraversare storia, cultura pop, industria, immaginario e critica sociale.


© Perottino

In esposizione materiali originali provenienti dall’archivio di Antonio Bagnoli - nipote di Roberto Roversi - e dedicati all’universo di Automobili e alla collaborazione tra Lucio Dalla e il poeta: programmi di sala e locandine dello spettacolo teatrale Il futuro dell’automobile (1976), taccuini manoscritti di Roberto Roversi con testi e scalette preparatorie, lettere autografe tra Dalla e Roversi, documenti legati alla richiesta dello pseudonimo Norisso presso la Siae, articoli e interviste pubblicate sulla stampa dell’epoca, oltre a testi originali delle canzoni e materiali audiovisivi tratti dal programma televisivo Automobili andato in onda nel 1977. Un corpus eterogeneo che restituisce il clima culturale, artistico e politico in cui nacque uno dei progetti più radicali e visionari della canzone italiana degli anni Settanta.

Accanto ai documenti, due vetture - la Alfa Romeo tipo B P3 del 1932 e la Autobianchi Bianchina 4 posti del 1967 - che, accostate, restituiscono la parabola culturale dell’automobile italiana: da simbolo eroico e visionario a presenza diffusa e contraddittoria della modernità contemporanea. La prima rimanda direttamente alla dimensione epica evocata nel brano Nuvolari e, più in generale, al racconto della velocità come mito moderno. È l’automobile delle corse, dell’eroismo individuale, delle Mille Miglia e dei grandi piloti celebrati nel disco: una macchina estrema, simbolo di un’Italia che costruisce il proprio immaginario tecnologico e sportivo attraverso figure leggendarie e imprese collettive. La Bianchina rappresenta invece l’altra faccia del racconto: l’automobile popolare, accessibile, entrata nella vita quotidiana degli italiani durante il boom economico. È la vettura delle famiglie, delle periferie, delle vacanze e della motorizzazione di massa che Dalla e Roversi osservano criticamente in Automobili, tra alienazione urbana, ingorghi, consumi e trasformazioni del paesaggio sociale.


© Perottino

La mostra è visitabile negli orari di apertura del Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, ovvero tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00, tranne lunedì dalle 14.00 alle 19.00. I biglietti, validi anche per accedere alla collezione permanente, sono in vendita ai seguenti prezzi: intero 18 euro; ridotto 15 euro per giovani da 18 a 25 anni e over 65; ridotto 8 euro per bambini e ragazzi da 6 a 17 anni; ingresso gratuito per bambini sotto i 6 anni e disabili con accompagnatori; convenzioni da 12 a 15 euro. Per info 011 677666.

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