Migrazione dei rospi nel Torinese: come proteggerli e dove fare attenzione

Torino, 20/02/2026.

Con la fine di febbraio e il ritorno delle piogge, si rinnova uno dei riti più affascinanti e delicati della natura piemontese: la migrazione di massa dei rospi. Risvegliati dalle temperature miti, migliaia di anfibi lasciano i siti di svernamento nei boschi per raggiungere gli stagni e dare inizio alla riproduzione.

Un viaggio breve ma pericolosissimo, che li costringe spesso ad attraversare strade provinciali trafficate. Per il sedicesimo anno consecutivo, la Città metropolitana di Torino ha attivato il piano di salvaguardia per ridurre le morti causate dai veicoli in transito.

Le zone a rischio e i nuovi siti di intervento

Mentre in alcune località storiche come San Giorio di Susa o Rivarossa il fenomeno è diminuito, in altre zone la migrazione resta imponente e richiede l'intervento costante dei volontari:

  • Zona collinare di Torino: qui la sensibilità dei cittadini è altissima e il fenomeno è ancora molto presente.
  • Lago Gurzia (Vistrorio e Vidracco): confermato come sito critico dove convergono migliaia di anfibi. Nonostante un cantiere in corso, i volontari di Legambiente presidiano le barriere di salvataggio.
  • Val di Chy (SP 64): una novità del 2026. È stata posata una barriera di 300 metri per proteggere i rospi diretti verso la torbiera che sovrasta la provinciale.
  • Giaglione e Val Pellice: nuove aree di monitoraggio dove gruppi di volontari intervengono nelle serate più umide per facilitare il passaggio manuale degli animali.

Cosa fare per aiutarli?

Le azioni messe in campo includono il posizionamento di reti di intercettamento e, soprattutto, di segnaletica stradale specifica. Il consiglio per tutti gli automobilisti è semplice ma vitale: nelle serate umide e piovose, se attraversate zone collinari o boscose, moderate la velocità prestate massima attenzione ai cartelli.

Un rallentamento di pochi chilometri orari può fare la differenza per la sopravvivenza di intere popolazioni di batraci, fondamentali per l'equilibrio degli ecosistemi locali.

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