Torino, 20/02/2026.
Il Torinese si conferma l'area più monitorata d'Italia. Con il via libera del Prefetto Donato Carfagna all'autorizzazione per i dispositivi su 313 strade della Città Metropolitana, il numero dei "vigili elettronici" è destinato a crescere: sotto la Mole i velox saliranno a 52, portando il totale provinciale alla cifra record di 121 dispositivi.
Tuttavia, la situazione è tutt'altro che lineare. Il "Decreto Salvini" contro le multe selvagge e le recenti sentenze sull'omologazione stanno rimescolando le carte, creando un paradosso: mentre nuovi occhi elettronici si accendono, alcuni dei più famosi restano al buio.
A Torino città, il piano di installazione prosegue:
Nonostante l'aumento complessivo, restano spenti alcuni degli autovelox storici della città, come quelli di corso Moncalieri e corso Unità d'Italia. Su quest'ultimo pesa il dubbio sulla conformità tecnica (l'ormai nota questione dei dispositivi non omologati), una problematica che sta bloccando circa il 90% degli autovelox su scala nazionale.
La battaglia più accesa si combatte in provincia, in particolare a Rivoli. Il velox di corso Francia non compare nell'ultimo elenco delle autorizzazioni prefettizie ed è finito nel mirino della Lega. Se da un lato le Amministrazioni difendono i velox come strumenti di sicurezza stradale e risorse per i bilanci comunali (Torino registra circa 120.000 sanzioni l'anno), dall'altro cresce la pressione politica per spegnere i dispositivi che non rispettano i nuovi criteri di distanza e limiti di velocità imposti dal Ministero.
Gli autovelox non possono essere utilizzati dove il limite è troppo basso:
Di Giulia De Sanctis