Torino, 16/02/2026.
Torino ha reso omaggio a una delle sue figure più lucide e coraggiose: Piero Gobetti. In occasione del centesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta in esilio a Parigi nel febbraio del 1926 a soli venticinque anni, la città ha ospitato una cerimonia solenne al Teatro Carignano, nobilitata dalla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L'evento ha ricordato il sacrificio dell'intellettuale torinese, vittima delle violenze squadriste, la cui prematura scomparsa non ha impedito al suo pensiero di diventare un pilastro della cultura democratica italiana.
Durante il suo intervento, il sindaco Stefano Lo Russo ha delineato il profilo di Gobetti, evidenziandone la straordinaria capacità di analisi politica. Nonostante la giovane età, Gobetti aveva intuito un concetto di estrema attualità: le democrazie non crollano solo per eventi traumatici, ma possono essere svuotate gradualmente dall'interno.
Il sindaco ha collegato questa riflessione al presente, citando le sfide del contesto internazionale contemporaneo:
In questo quadro, l'esempio di Gobetti rimane un invito costante alla vigilanza civile e alla difesa attiva dei principi democratici.
Lo Russo ha espresso profonda gratitudine al Presidente Mattarella, rilevando una continuità ideale tra i moniti del Capo dello Stato sulla dignità della persona e sulla responsabilità civica e l'eredità lasciata da Gobetti. Questa sintonia rafforza i tratti profondi della tradizione repubblicana, di cui Torino si conferma custode orgogliosa.
Dopo la cerimonia, il Presidente ha proseguito la sua visita istituzionale recandosi presso la sede del quotidiano La Stampa.
Le celebrazioni non si esauriscono con l'evento al Carignano. Il Centro Studi Piero Gobetti, situato nella casa che fu dell'intellettuale e di sua moglie Ada Prospero, coordina un vasto programma di appuntamenti: