Torino: nuove regole commercio 2026 e tutela negozi vicinato

Torino, 28/01/2026.

Torino mette lo scudo ai negozi sotto casa. La Giunta comunale ha approvato una profonda revisione delle regole urbanistiche che governano il commercio, con l’obiettivo prioritario di fermare la desertificazione dei quartieri e proteggere l'economia di prossimità.

Il provvedimento, strettamente legato al nuovo Piano Regolatore, ridefinisce il volto della città puntando su un modello di sviluppo più equilibrato e sostenibile, dove il negozio di vicinato torna a essere il cuore pulsante della vita sociale ed economica.

Le principali novità della riforma

La revisione introduce criteri più rigidi e innovativi per gestire lo spazio urbano:

  • Stop ai supermercati troppo grandi nei centri storici: Vengono reintrodotti limiti severi per le medie strutture di vendita (fino a 2.500 mq). In particolare, non sarà più possibile aprire strutture tra i 1.801 e i 2.500 mq negli addensamenti commerciali urbani più forti, per evitare di soffocare le piccole botteghe.
  • Contrasto ai cambi d'uso: Per evitare che i locali commerciali si trasformino in appartamenti o AirBnb, la delibera introduce disincentivi per chi vuole cambiare la destinazione d’uso da commerciale a residenziale o turistica.
  • Definizione di "Economia di Prossimità": Non solo negozi di scarpe o alimentari. La nuova norma include artigianato, servizi alla persona, sport, cultura e sanità come elementi essenziali del benessere di un quartiere.
  • Affitti calmierati: Sono previsti incentivi per chi mette a disposizione spazi commerciali a canone ridotto attraverso convenzioni urbanistiche, favorendo così la nascita di nuove attività giovani o storiche.

La città dei quartieri e il ruolo del Politecnico

Il lavoro di revisione è stato supportato da una ricerca del Politecnico di Milano, che ha integrato i dati della Camera di Commercio per mappare le reali necessità del territorio. L'assessore al Commercio, Paolo Chiavarino, ha sottolineato come l'obiettivo sia "rendere le regole aderenti ai bisogni quotidiani delle persone, tutelando l’identità dei quartieri e creando presidi sociali ed economici diffusi".

Il concetto cardine è quello della Città dei 15 minuti: ogni abitante deve poter trovare servizi, cultura e commercio a pochi passi da casa, riducendo gli spostamenti e rafforzando il legame comunitario.

Di Giulia De Sanctis

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