C’è un’eredità che non si misura in spartiti, ma in sguardi e silenzi. Mercoledì 27 maggio 2026, il Teatro Gioiello di Torino apre le porte a un racconto che profuma di Sardegna e di una ricerca ostinata di libertà: Alice De André sale sul palco per dire a tutti che no, lei non canterà. Lo farà con il monologo Alice (non canta) De André, un’opera intima che arriva sotto la Mole come una delle tappe più attese di un tour che sta attraversando l'Italia.
Alice, quarta figlia di Cristiano e nipote di quel Fabrizio mai incontrato perché nato cinque mesi dopo la sua scomparsa, sceglie Torino — città da sempre custode dell'anima dei De André — per svelare la sua versione della storia.
Alice De André ha scelto una strada diversa, fatta di recitazione, Accademia e stand-up comedy allo Zelig. In questo spettacolo, scritto a quattro mani con Alessio Tagliento, l'attrice affronta il "cognome addosso" con un'autoironia tagliente. In un mondo che si aspetterebbe da lei una ballata, Alice risponde con la parola recitata, rifiutando l'imitazione per cercare un'onestà fatta di fragilità e voce propria.
Sulla scena, Alice non è sola. Ad accompagnarla ci sono le note del violoncello di Giulia Monti, che tessono la trama sonora di un viaggio fatto di memorie rubate e domande senza risposta. Il teatro diventa così un luogo dove il ricordo di nonno Fabrizio è inevitabilmente presente, ma non ingombrante, lasciando spazio a un'Alice che si racconta oltre l'ombra dell'eredità familiare.
L'appuntamento torinese al Teatro Gioiello rappresenta un gran finale di grande impatto emotivo: un'occasione unica per il pubblico sabaudo di scoprire un'artista poliedrica che ha trovato il coraggio di splendere di luce propria.