Torino, 15/12/2025.
Il futuro del trasporto pubblico extraurbano nell’area metropolitana di Torino cambia radicalmente. Con la nuova revisione dei lotti di gara definita dall’Agenzia della mobilità piemontese, GTT è destinata a uscire quasi completamente dalla gestione delle linee fuori città a partire dal 2027. Una scelta che ridisegna l’equilibrio tra pubblico e privato e che arriva al termine di mesi di trattative tra Regione Piemonte e Comune di Torino.
I numeri danno la misura del ridimensionamento: se nel 2024, su circa 20 milioni di chilometri annui previsti nell’area metropolitana, i bus GTT ne percorrevano 8,5 milioni, dal 2027 la quota si ridurrà a 952 mila chilometri. Una riduzione ancora più netta rispetto alla prima versione dei bandi, che ne prevedeva 2,3 milioni.
All’azienda controllata dal Comune resteranno solo tre linee extraurbane – Alpignano–Volvera, Torino–Orbassano Sito e Brusasco–Settimo–Torino – che verranno «assorbite per coerenza gestionale all’interno del servizio suburbano della cintura». Tutto il resto del servizio extraurbano andrà a gara e sarà affidato quasi interamente a operatori privati.
La rinuncia alle linee extraurbane rappresenta la contropartita che consente a GTT, su esplicita richiesta del Comune di Torino, di mantenere il controllo del servizio urbano fra tram, autobus e metropolitana attraverso l’affidamento in house. Una modalità che permette di evitare la gara pubblica, ma che è vincolata al mantenimento di almeno il 90% della rete gestita.
Il problema è che il taglio complessivo supera quella soglia: considerando insieme servizio urbano ed extraurbano, i chilometri annui scendono da 48,7 a 41,2 milioni, con una riduzione del 15%, ben oltre il 10% minimo previsto dalla normativa. Un elemento che ha attirato l’attenzione dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che a inizio mese ha inviato una nota agli enti coinvolti. Pur non bocciando l’affidamento in house, l’Autorità ha chiesto chiarimenti dettagliati sulle porzioni di rete extraurbana escluse dalle gare e ha suggerito di valutare soluzioni alternative.
«Andremo comunque avanti con l’in house, ha precisato l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, ma, alla luce dei tavoli tecnici in corso tra GTT e Agenzia della mobilità e della nota dell’Autorità, la strada intrapresa è stata di togliere a GTT anche quel pezzo di extraurbano».
Il riassetto si inserisce in un confronto ancora aperto sulle risorse da destinare al servizio cittadino torinese. Tra la richiesta dell’amministrazione Lo Russo e l’offerta della giunta regionale guidata da Alberto Cirio resta una distanza di circa 12 milioni di euro. La Regione ha ribadito la volontà di mantenere lo stesso livello di finanziamento attuale, dichiarandosi disponibile a coprire al massimo metà del divario, circa 6 milioni.
Sul tavolo resta anche l’ipotesi di un nuovo aumento dei biglietti. Non a caso il sindaco di Torino ha chiesto nei giorni scorsi al governo un incremento dei fondi nazionali per il trasporto pubblico, proprio per evitare ritocchi tariffari.
Dura la reazione dei sindacati. La Cgil contesta da tempo la scelta di affidare ai privati l’intero servizio extraurbano, definendola «una decisione politica e ideologica che sacrifica il personale e l’unità operativa di Gtt sull’altare della convenienza a breve termine». Anche Sinistra Ecologista è pronta a intervenire: la prossima settimana porterà a Palazzo Civico una mozione per chiedere maggiori finanziamenti a Regione e governo.
Intanto l’Agenzia della mobilità piemontese prosegue con il cronoprogramma verso le gare. Oltre a Torino, sono previsti affidamenti in house per il Comune di Novara alla società Sun, per le province di Biella e Vercelli con Atap e per il Verbano-Cusio-Ossola con Vco Trasporti. Tutto il resto del Piemonte sarà messo a bando: la definizione dei lotti è in corso e le gare dovrebbero partire a maggio.