Auguri che vedono esibirsi una rappresentanza delle tante anime del Centro Civico di Formazione Musicale, con un programma che si presenta dunque vario e sfaccettato.
L’apertura è affidata a due formazioni cameristiche classiche, con il pianoforte a fare da trait-d’union tra organici diversi: un duo con clarinetto con pagine di Gerald Finzi, compositore britannicissimo pur se crogiolo interetnico italo-germanico, che qui sembra proprio dipingere una campagna inglese senza tempo; un quartetto d’archi che presenta un brillante Rondò che Mozart pensò originariamente per accompagnare il suono cristallino della glassarmonica che le mani della pianista sapranno evocare.
Il cuore del concerto è affidato a un ensemble di fisarmoniche frutto della recente apertura CFM ai mantici dello strumento. Allievi che vanno dai 20 a oltre i 70 anni, ci introducono con il loro maestro a una sonorità che ben rappresenta l’anima popolare della musica, con un programma che passa dalle antiche tradizioni del mondo, dalle tradizioni celtiche a quelle dei nativi americani, evocando poi il cinema e, nell’imminenza delle festività, il Natale.
Infine, ecco una visione sul futuro con un’orchestra di 66 allievi appena quindicenni che sanno passare dall’epica nordica di Edvard Grieg alle luci e le ombre di Michael Jackson, senza trascurare la new wave dei Police o il contributo dei Survivor al successo cinematografico di Rocky III.