Cultura in Piemonte: anno da record per musei e spettacolo. Turisti in aumento

Torino, 28/11/2025.

Il 2024 conferma la crescita del comparto culturale piemontese con musei, spettacolo dal vivo e turismo in forte ripresa. È quanto emerge dai dati regionali più recenti, che fotografano un territorio dinamico, attrattivo e capace di rinnovarsi, pur con alcune criticità legate al settore cinematografico e alle aree più marginali.

Musei: +9% di ingressi e ruolo centrale di Torino

I musei piemontesi hanno registrato 7,76 milioni di visite (+9% sul 2023). A trainare è il Sistema Museale Metropolitano, che raccoglie l’82% delle presenze con oltre 6,3 milioni di ingressi.
Confermata la centralità dei quattro grandi poli torinesi — Museo Egizio, Museo Nazionale del Cinema, Musei Reali e La Venaria Reale — che da soli rappresentano il 39% dei visitatori dell’intera regione.
Positivi anche i dati delle altre province: Cuneo cresce del 7,3%, Biella del 12% grazie a mostre di forte richiamo, Alessandria del 13%.

Spettacoli dal vivo: 3,8 milioni di biglietti venduti

Il settore del vivo registra un aumento del 12% dei biglietti venduti, pari a 3,8 milioni di ingressi. La spesa al botteghino supera i 98 milioni di euro (+20%), con un consumo medio per spettatore in salita (25,8 euro).
Teatro e musica guidano la ripresa, sostenuti dal ritorno di festival e grandi concerti.

Cinema: la ripresa resta incompleta

Il quadro delle sale cinematografiche è più fragile. Nel 2024 i biglietti venduti sono stati circa 5 milioni, con incassi per 34,6 milioni di euro: –4,4% e –3,3% rispettivamente rispetto all’anno precedente.
I multisala faticano più dei monosala, che mostrano una maggiore capacità di diversificare l’offerta oltre i blockbuster. La tendenza rispecchia il quadro nazionale, dove la piena ripartenza non è ancora raggiunta.

Turismo culturale: crescono arrivi e presenze

Il Piemonte chiude il 2024 con 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze (+4,1%).
La componente internazionale raggiunge il 53%. Torino resta il nodo culturale principale, mentre Langhe, Roero e Monferrato continuano a rafforzarsi con esperienze diffuse e turismo lento.

Partecipazione culturale: l’83% dei piemontesi coinvolto

Secondo l’Indagine IRES, oltre l’80% dei cittadini ha partecipato ad almeno un’attività culturale nel 2024. I giovani risultano i più attivi, mentre le fasce over 65 restano penalizzate dal digital divide, che limita l’accesso ai servizi culturali online.

Biblioteche: prestiti in aumento e boom del digital lending

Ottimi i numeri delle 111 biblioteche civiche piemontesi:
– 245.000 utenti attivi (+11%)
– 2 milioni di prestiti (+4,4%)

Il digital lending tramite MLOL ha registrato 42.000 utenti unici nel 2024, con 19.700 e-book prestati (+4%).
Nel 2025 crescono gli utenti unici (20.000 nei primi nove mesi), mentre calano gli accessi e i prestiti digitali; in aumento invece dell’8% le consultazioni di quotidiani e riviste.
Il 2025 vede anche la nascita di BI.TO, la nuova rete unica che unisce Biblioteche Civiche Torinesi e Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana: un’unica tessera per 130 biblioteche e due milioni di titoli.

Aree marginali: patrimonio culturale prezioso ma ancora fragile

In Piemonte si contano 131 comuni in aree periferiche o ultraperiferiche, concentrati nelle province alpine. Solo 74 ospitano almeno un luogo culturale, perlopiù musei (39%) e biblioteche (34%). Teatri e cinema sono quasi assenti, mentre gli ecomusei (14%) hanno un ruolo chiave nella valorizzazione del paesaggio.

Nel 2023 sono stati investiti 326,7 milioni di euro in cultura (+20% sul 2022), cifra confermata in crescita anche nel 2024 (+2,5%). L’aumento è però legato soprattutto ai fondi PNRR: la Regione evidenzia la necessità di una strategia a lungo termine per garantire continuità agli interventi oltre il 2026.

Il Piemonte si presenta come un territorio vivace e in crescita, con grandi poli culturali sempre più forti, una partecipazione diffusa e nuove forme di fruizione digitale in espansione. Restano però sfide importanti: riequilibrare le opportunità nelle aree più fragili, sostenere la ripresa del cinema e programmare il dopo-PNRR con una visione stabile e di lungo periodo.

Di Giulia De Sanctis

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