Voxonus Ensemble al Coro di Santa Pelagia

Venerdì28Novembre2025
Evento terminato

La stagione concertistica di Santa Pelagia dedica un appuntamento speciale al quartetto d’archi del secondo Settecento, un laboratorio sonoro che ha definito il linguaggio cameristico moderno. Venerdì 28 novembre 2025, negli spazi del Coro di Santa Pelagia (via San Massimo 21, Torino), il pubblico potrà partecipare a una conferenza alle 18.30 e a un concerto alle 20.30, entrambi a ingresso libero su prenotazione, nell’ambito del Voxonus Festival, la stagione barocca dell’Orchestra Sinfonica di Savona in collaborazione con il Collegio Universitario Renato Einaudi.

Protagonista della serata sarà il Voxonus Ensemble, alias Maurizio Cadossi e Paolo Costanzo ai violini, Claudio Gilio alla viola e Alberto Pisani al violoncello: quattro musicisti che affrontano il repertorio barocco e classico con strumenti originali, corde di budello e accordatura a 430 Hz, per restituire la brillantezza timbrica e il linguaggio autentico di quel periodo storico. Il gruppo è inoltre parte di CERQUI, il Centro di Ricerca sul Quartetto Italiano dedicato allo studio della produzione quartettistica dei compositori italiani del Settecento e dell’Ottocento.

Il percorso si concentra sul momento in cui il quartetto d’archi – due violini, viola e violoncello, sedici corde che vibrano come un unico strumento – conquista autonomia formale e identità propria. Tra gli anni Sessanta e Ottanta del Settecento, il movimento dello Sturm und Drang introduce tensioni drammatiche, contrasti marcati e un linguaggio emotivo che influenzerà profondamente autori come Mozart, pur mai del tutto aderente al movimento. In programma due suoi quartetti: il K. 160, con l’eleganza del Poco Adagio e l’energia del Presto, e il K. 168, segnato da ombre, irregolarità espressive e una fuga finale sorprendente.

Accanto a Mozart, il concerto esplora la produzione di Luigi Boccherini, autore che, dopo il periodo viennese, arricchisce i suoi quartetti Op. 2 con influssi di musicisti come Cambini, Nardini e Manfredi. Il Quartetto in Do maggiore Op. 2 n. 6 alterna brillantezza, introspezione e un finale danzante, mentre i quartetti concertati del piemontese Antonio Bartolomeo Bruni, molto popolari all’epoca, mostrano una raffinatezza che contribuì alla definizione dello stile classico viennese. Il Quartetto in Re maggiore n. 5, in due movimenti, mette in luce un linguaggio maturo e ricco di invenzione.

La serata diventa così un’immersione in un secolo di trasformazioni musicali, un percorso che riafferma anche il ruolo di molti compositori italiani spesso finiti nell’ombra davanti alla grandezza di Mozart, ma fondamentali per la nascita della Wiener Klassik.

Programma
Mozart – Quartetto K. 160
Mozart – Quartetto in Fa maggiore K. 168
Boccherini – Quartetto in Do maggiore Op. 2 n. 6
Bruni – Quartetto in Re maggiore n. 5 (Libro IV)

Argomenti trattati

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Torino e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter

-->