“La Lettera nasce come studio sullo stile, sulla sorpresa e sul ritmo, che vengono portati all'estremo della precisione ed efficacia comica, nella costante evoluzione dello spettacolo, in replica dal gennaio '92“.
Liberamente ispirato a "Esercizi di Stile” di Raymond Queneau La Lettera è uno studio brillante sullo stile, sull'inventiva e sul ritmo scenico. È ricco di dettagli e gags dall'inizio alla fine e non concede riposo ai muscoli della risata.
Un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino che però sputa, chissà perché, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. La imbusta, la affranca e sta per uscire quando gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. Controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. Tutto qui. La storia de La Lettera si ripete 15 volte in altrettante varianti: all'indietro, con sorprese, volgare, senza mani, horror, cinema muto, circo, ecc.ecc.
Non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo. E tutto grazie all’incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico.