Lombardia arancione dal primo marzo 2021, cosa si può fare? Regole, divieti e comuni in zona rossa - Milano

Lombardia arancione dal primo marzo 2021, cosa si può fare? Regole, divieti e comuni in zona rossa

Attualità Milano Venerdì 26 febbraio 2021

© Flickr.com / David Goehring

Milano - Dopo quattro settimane in zona gialla, la Lombardia torna arancione. A preoccupare è principalmente la diffusione della variante inglese del Covid-19, che ha già portato all'inserimento prima di 4 comuni della Lombardia in zona rossa, poi di tutta la provincia di Brescia in zona arancione scuro insieme ad altri 9 comuni delle province di Bergamo e Cremona. Ora, il ritorno della intera Lombardia in zona arancione a partire da lunedì primo marzo 2021 e - stando alle attuali norme che regolano i colori delle regioni - almeno per due settimane, ovvero fino a domenica 14 marzo 2021: il verdetto è stato ufficializzato venerdì 26 febbraio 2021 dalla consueta ordinanza del Ministero della Salute che stabilisce i nuovi colori delle regioni italiane.

Quali sono le nuove regole della zona arancione? Cosa si può fare e cosa no? Ricapitoliamo norme e divieti validi in tutta la Lombardia, ad eccezione delle sopra citate zone rosse e arancione scuro, per le quali sono previste restrizioni più stringenti.

Innanzitutto nella Lombardia in zona arancione sono vietati gli spostamenti al di fuori del proprio comune di residenza o domicilio, ovviamente salvo comprovati motivi di salute, lavoro o necessità (e nel caso serve l'autocertificazione). Ci si può però muovere liberamente all'interno del proprio comune, sempre nel rispetto del coprifuoco notturno in orario dalle 22.00 alle 05.00.

In considerazione del momento particolarmente delicato, l'Istituto Superiore di Sanità sconsiglia in ogni caso di evitare contatti con persone non conviventi. Tuttavia bisogna specificare che, in base alle normative previste per la fascia arancione, dalle 05.00 alle 22.00, è consentito fare visita ad amici e parenti, chiaramente rispettando le ormai note regole di distanziamento: ci si può spostare una sola volta al giorno in un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione, con la possibilità di portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. A chi vive in un comune con meno di 5000 abitanti è comunque consentito spostarsi entro i 30 chilometri dal confine del proprio comune (quindi eventualmente anche in un’altra regione), anche per le visite ad amici o parenti, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di provincia.

Tra le domande più frequenti in tema di spostamenti ci sono quelle relative alla possibilità di raggiungere le seconde case. Indipendentemente dal colore della regione, e quindi anche in zona arancione, raggiungere una seconda casa è consentito solo in caso di rientro, ovvero se si può comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi presso la seconda casa in questione prima dell'entrata in vigore del Dpcm del 15 gennaio 2021; naturalmente questa seconda casa non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con il proprietario, e vi si può recare unicamente tale nucleo.

Nella Lombardia in zona arancione è permesso svolgere attività motoria (ovvero fare passeggiate) senza alcuna limitazione nel proprio comune, con obbligo di mascherina e nel rispetto della distanza interpersonale di un metro. Ma se si volesse fare una passeggiata oltre i confini comunali? Tale spostamento è consentito nel caso - per esempio - si volesse passeggiare al parco e nel proprio comune non vi siano parchi. Allo stesso modo è possibile recarsi in un altro comune (sempre, però, situato nei confini della Regione Lombardia) per praticare attività sportiva nel caso in cui, nel proprio comune sia impossibile praticarla (ad esempio, se si vuole giocare a tennis e nel proprio comune non vi siano campi da tennis, allora ci si può spostare). Nel caso di attività sportiva in movimento (corsa e bicicletta, ma anche trekking e scialpinismo, come chiarito dalla circolare del Viminale del 16 ottobre 2020), è possibile sconfinare in un altro comune della stessa regione, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva in questione e la destinazione finale coincida con il comune di partenza. Oltre al bisogno di avere con sè una autocertificazione, in tutti questi casi sono sempre vietati gli assembramenti ed è obbligatorio mantenere la distanza di un metro (due metri per chi pratica attività sportiva) dalle altre persone. Ricordiamo che per i comuni con meno di 5000 abitanti è equiparata al territorio comunale la fascia territoriale circostante, fino a una distanza di 30 chilometri dai relativi confini.

Bar e ristoranti tornano chiusi (così come pub, gelaterie, pasticcerie), con possibilità per i clienti di acquistare cibo da asporto dalle 5.00 alle 22.00 (per i bar senza cucina fino alle 18.00) e di farsi recapitare cibo a domicilio senza limiti di orario. Per chi acquista in modalità da asporto è vietato consumare cibi e bevande nelle vicinanze del locale; in nessun caso ci si può invece sedere e consumare in un locale. Chiudono i musei in tutta la Lombardia, mentre restano aperti i negozi, senza limitazioni alle categorie di beni vendibili (nelle giornate festive e prefestive devono restare comunque chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole).

Per quanto riguarda la scuola, nulla cambia rispetto alla zona gialla e sono regolarmente aperte le scuole di ogni ordine e grado in tutta la Lombardia. Fanno eccezione i comuni inseriti in fascia rossa o arancione scuro, dove si torna alla didattica a distanza al 100% dalle elementari alle superiori e sono sospese le attività di scuole materne e asili nido.

Concludiamo ricordando una vecchia regola sempre in vigore: l'obbligo di indossare la mascherina ovunque, sia al chiuso che all'aperto, in luoghi sia pubblici che privati (tranne che a casa propria e quando ci si trova in posti isolati insieme a conviventi; sono sempre esentati i bambini sotto ai 6 anni di età e chi sta svolgendo attività sportiva).

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