E Morte non avrà dominio, al Teatro Lirico Giorgio Gaber la prima ballad opera di Vinicio Capossela

E Morte non avrà dominio E Morte non avrà dominio
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DA Domenica01Novembre2026
A Lunedì02Novembre2026

Domenica 1 e lunedì 2 novembre 2026 alle ore 21, il Teatro Lirico Giorgio Gaber ospita E Morte non avrà dominio, la prima ballad opera di Vinicio Capossela, un’occasione per assistere all’incontro in scena tra i due artisti e per ascoltare in anteprima le canzoni che comporranno Milk Wood Bar, il nuovo disco di Capossela in uscita il 22 gennaio 2027 per BMG

Dopo la messa in onda su Rai Radio3 del radiodramma Sotto il bosco di latte (attualmente disponibile su Raiplaysound), Vinicio Capossela ha sviluppato ulteriormente il lavoro nato attorno al poema per voci Under Milk Wood del poeta gallese Dylan Thomas e porta in scena per la prima volta uno spettacolo di teatro musicale. Prodotto da IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa, la Ballad Opera ha un tempo preciso, lungo solo una stagione teatrale. Biglietti disponibili su viniciocapossela.it/eventi.

Si tratta della prima incursione di Capossela in un genere in cui canzone, parola, voci e presenze sceniche costruiscono insieme la drammaturgia: i brani che costituiscono l’ossatura stessa dello spettacolo non vengono semplicemente eseguiti, ma rappresentati, prendono vita dentro la scena insieme ai loro personaggi, dialogano tra loro e si intrecciano alle parole, alle voci e alle presenze che la abitano. È da questo intreccio che prende forma la struttura drammaturgica di E Morte non avrà dominio, in una partitura teatrale in cui le canzoni diventano materia stessa della rappresentazione.

Dedicata alla memoria dell’amico e dj radiofonico scomparso prematuramente Renato Striglia, che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood senza portarla a termine, E Morte non avrà dominio è un’opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo attraverso le voci e le presenze dello strambo villaggio di Llareggub, il villaggio in riva al mare inventato da Thomas.

«La Ballad Opera che qui presentiamo, così come già il radiodramma, le canzoni, tutto nasce da una morte. Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare. È una storia di amicizia, un’amicizia maschile, genere un po’ fuori moda, recentemente portato con poetica efficacia sullo schermo da Francesco Sossai in Le città di pianura. Abbiamo invitato Pierpaolo Capovilla a prendere posto in quella vasca proprio per celebrare il valore di questo tipo di amicizia e con essa una serie di cose in disuso: il rock'n'roll, l’epica del fallimento, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la fragorosa solitudine, la felinità, l’anarchismo. Attorno a quella vasca si affollano i fantasmi di una vita in forma di canzoni», racconta Capossela.

Al centro della scena Pierpaolo Capovilla, invitato da Capossela a condividere un racconto che parla di amicizia, di comunità e di quell’epica del fallimento che attraversa la vita di molti dei personaggi evocati nello spettacolo. Solo con un gatto, adagiato in una vasca come in un’arca di Noè, Capovilla viene visitato dalle presenze della comunità del vissuto, incarnazione allo stesso tempo di Renato, di Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista centrale della storia creata dalla penna del poeta gallese.

I caratteri, le voci, le ossessioni dei personaggi che compongono lo strambo villaggio di Llareggub affollano la sua solitudine: Capovilla attraversa lo spettacolo come guida, naufrago e custode di memorie, costruendo con Capossela un dialogo continuo tra racconto e canzone e trasformando il teatro in uno spazio abitato da presenze, richiami lontani e visioni che affiorano dall'oscurità.

Accanto ai due protagonisti sul palco, il controtenore Elvis Zini, la cantante Leandra Bordone, l’attrice e interprete Gaia Barco, i musicisti Alessandro Asso Stefana (chitarre e banjo, oltre che autore del paesaggio sonoro), Vincenzo Vasi (theremin, batteria, voci e campionatore), Raffaele Tiseo (violino e organo) e Riccardo Loda (contrabbasso) che insieme a voci registrate, danno vita a una comunità in continua metamorfosi. Le loro presenze si rincorrono come segnali radio.

In un tempo attraversato da guerre, paure e nuove solitudini, il nuovo spettacolo di Vinicio Capossela sceglie di schierarsi dalla parte della pluralità, della fragilità e della vita. Perché, come scriveva Dylan Thomas, la morte non avrà dominio.

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