Succede ©Ilaria Costanzo
Da venerdì 16 a domenica 25 ottobre 2026, al TeatroLaCucina dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini (via Ippocrate, 47), Olinda propone lo spettacolo di teatro sensoriale Succede di Gabriella Salvaterra, che mostra tutto ciò che concorre a creare le condizioni per cui la violenza contro le donne possa avvenire, prima che sogni e aspirazioni spezzati lascino spazio all’angoscia, al senso di sconfitta e alla morte di qualsiasi speranza, quando ancora, forse si può prevenire. È un’esperienza immersiva fisica, fatta anche di tatto, udito, e olfatto, in un ambiente familiare e al tempo stesso onirico. È un percorso individuale da vivere attivamente - per uno spettatore alla volta -, che porta il viaggiatore nel labirinto a compiere scelte emotivamente potenti, e arrivati alla fine, a sentir nascere in sé una consapevolezza più profonda di ciò che si sente in relazione all’altro. Ogni spettatore arriva a costruirsi una drammaturgia personale che scava nella propria storia personale, sollecitato e suggestionato dalle stanze dense di oggetti e aromi conosciuti, dagli oscuri corridoi e dagli incontri con le donne abitanti del labirinto.
«Spesso molte donne dicono No, a me non è mai successo, ma in realtà, la violenza di genere colpisce ognuna di noi», spiega Gabriella Salvaterra, «ma non ce ne accorgiamo neanche perché all’inizio lo giustifichiamo come amore, rinunciamo a delle cose che vorremmo fare o dire, mettiamo da parte i nostri desideri per sentirci amate e accolte, tradiamo noi stesse senza esserne consapevoli, i nostri pensieri, le nostre ambizioni, piccole o grandi che siano passano in secondo piano. In nome dell’amore siamo capaci di rinunciare completamente a noi stesse, subiamo piccole violenze quotidiane di cui siamo tutte vittime inconsapevoli. A nostra volta riproduciamo e ci adattiamo al meccanismo del patriarcato, che avviene in tutte le case, anche in quelle delle donne più emancipate. La violenza del patriarcato è sottile, delicata e tagliente. L’obiettivo di questo spettacolo di teatro sensoriale che conduce le persone attraverso un viaggio solitario e intimo, non è denunciare il problema della violenza contro le donne ma farlo sentire sulla pelle delle spettatrici e degli spettatori, per far emergere la consapevolezza, per imparare a riconoscerlo».
«Olinda crede fortemente nel valore sociale di questo spettacolo», spiega Thomas Emmenegger, presidente di Olinda, impresa sociale che dal 1996 crea opportunità lavorative per persone con fragilità, «che permette di vivere un’esperienza individuale molto forte perché fa sentire con il cuore e con l’anima quanto tutti e tutte abbiamo introiettato dentro di noi la cultura del patriarcato. Le persone escono trasformate da questo percorso. Spesso i giovani uomini escono senza parole e hanno bisogno di un confronto per elaborare quello che hanno vissuto, le ragazze generalmente sono provate da quello che hanno visto e per questo motivo, dopo gli spettacoli per le scuole organizziamo incontri aperti con gli studenti e le studentesse, gli insegnanti e con diversi esperti per accompagnarli nell'elaborazione delle loro emozioni e di quanto hanno vissuto».
Orari:
Info al 340 8637540, su olin