Dolori alle ossa: i rimedi più efficaci - Magazine

Dolori alle ossa: i rimedi più efficaci

Attualità Magazine Lunedì 8 giugno 2020

Magazine - Esiste un modo di dire che sembra essere davvero un realtà: sacco vuoto non sta in piedi. Proviamo a pensarlo adattato al nostro organismo, quello che ci permette di mantenere la nostra postura, di muoverci, di stare in piedi: l’apparato scheletrico.

Come è possibile che il sacco si svuoti? Può capitare quando il calcio e l'attività di replicazione che avviene all'interno del midollo, detta osteoblastismo, rallenta, corrompendo le ossa, che cominciano ad essere doloranti. Non si può sottovalutare il grido di sofferenza delle articolazioni, le quali, sottoposte a uno sforzo meccanico costante, e a volte anche pesante, sembrano non sostenerci più a dovere.

Sono più di un centinaio le ossa che compongono l'intero scheletro, solo le piccole articolazioni tarso-metatarsali, quelle del piede, coinvolgono decine di piccoli ossicini. Un comune dolore alle ossa può nascondere patologie degenerative di medio o alto grado: nei casi più seri, potrebbe trattarsi di un distacco parcellare della corticale ossea; in quelli più gravi, una frattura ingranata.

Come affrontare queste situazione, quali sono dei rimedi efficaci per ridonare un tono accettabile alle ossa doloranti?
Verranno analizzate nelle specifico alcune patologie ossee comuni, cercando di approfondire in maniera oggettiva i rimedi, in particolare quelli farmaceutico-sanitari più efficaci.

Artrite, artrosi, osteoporosi, spondilosi, scoliosi, osteopenia, morbo di Marfan, alluce valgo, varismo del ginocchio, sono patologie ossee che, solo a leggerle, fanno correre sulla schiena un brivido ghiacciato. Proviamo a considerarne alcune per capire come aggredirle in maniera sistematica e, se possibile, risolutiva.

L'alluce valgo: un nemico fastidioso

La cosiddetta cipolla che si forma all'altezza della prima falange del piede è uno dei dolori più fastidiosi e comuni alle ossa che intervengono sull’apparato scheletrico. Le cause possono essere molteplici, come l'osteogenesi insita nel DNA trasmesso dai genitori, errati comportamenti nella postura, inadeguato indirizzo delle linee di forza dovuto a lavori e a mansioni secolari che affaticano l'avanpiede.

Per riconoscere questa patologia, ci si può affidare all'aspetto strettamente clinico, che consta nella formazione di una curvatura innaturale della prima falange del piede. Inoltre, irritazione, arrossamento, dolore alla palpazione che passa da sopportabile a lancinante al semplice sfioramento, sono segnali della comparsa della malattia ossea. L'uso di farmaci antinfiammatori può essere utile nell'immediato, anche se non sarà sicuramente risolutivo.

A seconda del grado di deviazione dell'alluce, si può intervenire per avere un rimedio efficace e sollievo dal dolore. Le metodiche alternative, quali pomate alle erbe medicali, se applicate sulla zona dolente, possono svolgere un ruolo lenitivo. Spesso, a chi viene diagnosticata questa patologia, viene proposto l'intervento chirurgico. Bisogna, però, focalizzarsi sui metodi conservativi per attenuare o ridurre al minimo le algie dovute all'alluce valgo.

Esistono degli ottimi tutori per l’ortesi alluce valgo: avvolgono l'articolazione della falange del primo dito, inducendo il piede ad assumere una posizione precisa. Esattamente come piegare una piccola piantina che sta crescendo storta, questi strumenti ortopedici indirizzano il lavoro degli osteoblasti (responsabili del ricambio cellulare osseo), verso la corretta linea fisiologica. I materiali di cui sono composti questi correttori sono all'avanguardia e non danno fastidio all'utilizzatore, come il silicone o materiali termoriscaldati.

L'osteoporosi: un killer silenzioso

I medici la definiscono come perdita del tono calcico delle ossa, la popolazione femminile la chiama un dolore così insopportabile da rendere stanca e impotente, quasi impossibilitata a muovere il minimo muscolo. La menopausa e l'ereditarietà sono le cause più conosciute di questa fastidiosa patologia ossea, che può essere allo stato più lieve una semplice osteopenia, in quello più grave pericolosa al punto da causare le cosiddette fratture da crollo.

L'osteoporosi si può diagnosticare attraverso un esame radiologico che si chiama MOC, in grado di valutare la percentuale di calcio nell'osso attraverso una radiazione ionizzante mirata sull'articolazione coxofemorale o dei metameri lombosacrali. I rimedi basati su farmaci specifici hanno fatto passi da gigante, soprattutto in tema di prevenzione. I bifosfonati, gli ormoni basati sull'antagonismo degli estrogeni e la calcitonina, mettono le briglie a questo processo degenerativo, permettendo una convivenza dignitosa e sopportabile per chi è affetto da questa patologia.

Artrite reumatoide: l'infiammazione dell'osso

L’organismo ha un potentissimo meccanismo di protezione da agenti esterni che possono causare danni alle cellule dei tessuti. Quando questa reazione è equilibrata, i risultati sono salute e benessere di tutto il corpo. Se, invece, la produzione di fattori immunitari diventa incontrollata, attaccando le cellule sane, il risultato è lo sviluppo, nelle ossa, di un’infiammazione molto dolorosa e invalidante. Gli esami laboratoristici possono essere dirimenti per diagnosticare questa patologia.

Per l’artrite reumatoide, oltre a particolari diete alimentari che permettono di integrare in maniera efficace il sistema immunitario, è necessario predisporre una terapia farmacologica che non coinvolga solo i FANS a dosaggio elevato, ma anche i corticosteroidi che, agendo sull'infiammazione, rallentano l'evoluzione della patologia. Di solito, si fa ricorso agli immunosoppressori che sono in grado di fermare la reazione esagerata del sistema immunitario.

Per concludere, non c'è dubbio che un sacco vuoto non può stare in piedi ma per curare ciò che mettiamo dentro e necessario conoscere bene i segnali che lancia il nostro corpo, non sottovalutandoli, anzi agendo per proteggere le ossa.

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