© Ancila Mettekkatt
Torre degli Embriaci
Si trova in piazza Santa Maria della Passione, proprio nei pressi della chiesa omonima e di Casa Paganini. Qui si trovano i resti della vera Torre degli Embriaci, oggi riconosciuta come appartenente alla famiglia di Guglielmo Embriaco.
«I grossi blocchi in pietra di promontorio testimoniano l’antica imponenza della torre. Recenti scavi dentro il complesso di Santa Maria della Grazia della Nuova, ossia il convento che sorge in questo luogo, hanno rivelato che sotto la parte della chiesa vi è ancora oggi la base di questa antica torre. Le mura, spesse fino a 2 metri e con l’interno di circa 5 m², ne rivelano l’originaria funzione difensiva di questa torre».
Torre Maruffo
Questa torre si trova in via Canneto il Lungo, un tempo zona paludosa, oggi un cuore pulsante dei vicoli genovesi.
«In un angolo di questa via si innalza la Torre di Maruffo, oggi inglobata in una domus medievale. Alta circa 40 metri, la torre è difficilmente visibile da terra, ma ben riconoscibile dall’alto, ad esempio dalla loggia dei canonici della Cattedrale di San Lorenzo».
Attualmente è una proprietà privata e ospita un salotto all’ultimo piano da cui parte una scala che conduce alla sommità della torre, regalando una vista straordinaria sui tetti del centro storico.
Torre Leccavela
Nel palazzo di Antonio Sauli, in piazza Sauli, si trova la Torre Leccavela. Anche se oggi appare quasi parte integrante del palazzo, a causa delle finestre e delle modifiche successive, l'altezza sporgente della torre rispetto all’edificio rivela la sua origine medievale. La torre si estendeva fino alle fondamenta del palazzo.
Torre Spinola
Nel vico della Torre di San Luca, traversa di via San Luca, si trova ciò che resta della torre della famiglia Spinola. Se ne conserva la base in grossi conci di pietra, e una colonna a fasce bianche e nere spicca ancora oggi dal muro, simbolo della sua storica imponenza.
«Questa è una delle tante torri medievali che costellavano il Burgus, ossia la zona del Carubeus rectus Sancti Siri o quella che noi chiamiamo attualmente via San Luca».
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