Torri medievali del centro storico di Genova: dove sono e quali sono ancora visibili

© Ancila Mettekkatt © Ancila Mettekkatt

Genova, 23/05/2025.

Lo sapevate che nel centro storico di Genova, nel periodo medievale, sorgevano circa 80 torri offensive e difensive? Alcune di queste sono visibili ancora oggi. Se alzate lo sguardo mentre passeggiate per i vicoli potrete ancora ammirare queste vette che un tempo avevano il compito di proteggere la propria famiglia dai vicini di casa. 

A guidarci in questo viaggio alla scoperta delle torri medievali del centro storico genovese è stato Antonio Figari, presidente dell'Associazione Culturale Giano e autore del sito I Segreti dei Vicoli di Genova.


Antonio Figari

«Il numero delle torri medievali che viene indicato da Luciano Grossi Bianchi ed Ennio Poleggi nel loro libro Una città portuale del Medioevo. Genova nei secoli X-XVI, sono 66, ma recenti studi hanno portato il numero ad 80 unità», spiega Antonio Figari. 

Molte di queste torri non sono più riconoscibili a occhio nudo: talvolta ne sopravvive solo la base inglobata in edifici successivi, oppure sono completamente scomparse.

«Le torri sono costruite dentro la città e non verso l'esterno. Perché? Perché queste torri difendevano gli uni dagli altri, i cittadini di una famiglia da quelli di un'altra famiglia. Erano piccole fortezze dentro la città e quindi queste torri avevano una funzione difensiva, ma tra genovesi stessi», racconta Figari. 

Torre Grimaldina
È inglobata nel Palazzo Ducale ed è un simbolo della città, ben visibile e riconoscibile dalla bandiera che sventola sulla sommità. Si ritiene che le sue fondamenta risalgano al IX secolo, costruite lungo le antiche mura cittadine, e che sia poi stata inglobata nel palazzo di Alberto Fieschi, per diventare infine parte integrante di Palazzo Ducale. 

«Osservando la torre si può notare la sua sommità contrassegnata dalla triplice linea di archetti pensili, tipico elemento decorativo medievale. Alla fine del Cinquecento fu aggiunto un piano superiore con la campana, il cosiddetto O Campanon de Paxo, ossia la campana di Palazzo Ducale, che ancora oggi suona in occasione di ricorrenze come San Giovanni Battista, San Giorgio e il Natale». 

L’usanza fu abbandonata nel 1926, poi ripresa con la realizzazione di una nuova campana nel 1980, dopo che la precedente era stata fusa per esigenze belliche. 

La Torre Grimaldina non era solo un punto d’osservazione o difesa: fu anche una prigione. Tra le sue mura vennero rinchiusi personaggi illustri come il pirata Dragut, il doge Paolo Da Novi, il violinista Niccolò Paganini e il patriota Jacopo Ruffini. 

Torre De Castro
Spostandoci verso la zona di Santa Maria di Castello, troviamo un’altra torre molto nota, spesso chiamata erroneamente torre degli Embriaci. In realtà, studi più recenti hanno dimostrato che si tratta della torre della famiglia De Castro. È la più alta tra quelle sopravvissute, con i suoi 41 metri, ed è visibile da molti punti del centro storico. 

«Realizzata con grandi blocchi di pietra del Promontorio e caratterizzata dalla quasi totale assenza di feritoie, questa torre era chiaramente destinata alla difesa. Sulla sua cima si nota una merlatura aggiunta nel 1926, in un tentativo di restauro in stile medievale. Autentici, invece, sono gli archetti pensili alla sommità. Sulla facciata si trova anche una lapide in marmo, risalente all’epoca in cui si credeva che la torre appartenesse davvero alla famiglia Embriaci, e che ricorda Guglielmo Embriaco detto Testa di Maglio, il leggendario condottiero che si dice abbia riportato a Genova il Sacro Graal». 

A differenza di molte altre torri, che furono distrutte per decreto del Comune, quella dei De Castro è rimasta intatta, conservando tutta la sua imponenza originaria. 

Torre degli Embriaci
Si trova in piazza Santa Maria della Passione, proprio nei pressi della chiesa omonima e di Casa Paganini. Qui si trovano i resti della vera Torre degli Embriaci, oggi riconosciuta come appartenente alla famiglia di Guglielmo Embriaco. 

«I grossi blocchi in pietra di promontorio testimoniano l’antica imponenza della torre. Recenti scavi dentro il complesso di Santa Maria della Grazia della Nuova, ossia il convento che sorge in questo luogo, hanno rivelato che sotto la parte della chiesa vi è ancora oggi la base di questa antica torre. Le mura, spesse fino a 2 metri e con l’interno di circa 5 m², ne rivelano l’originaria funzione difensiva di questa torre». 

Torre Maruffo
Q
uesta torre si trova in v
ia Canneto il Lungo, un tempo zona paludosa, oggi un cuore pulsante dei vicoli genovesi.  

«In un angolo di questa via si innalza la Torre di Maruffo, oggi inglobata in una domus medievale. Alta circa 40 metri, la torre è difficilmente visibile da terra, ma ben riconoscibile dall’alto, ad esempio dalla loggia dei canonici della Cattedrale di San Lorenzo». 

Attualmente è una proprietà privata e ospita un salotto all’ultimo piano da cui parte una scala che conduce alla sommità della torre, regalando una vista straordinaria sui tetti del centro storico. 

Torre Leccavela
Nel palazzo di
Antonio Sauli, in piazza Sauli, si trova la Torre Leccavela. Anche se oggi appare quasi parte integrante del palazzo, a causa delle finestre e delle modifiche successive, l'altezza sporgente della torre rispetto all’edificio rivela la sua origine medievale. La torre si estendeva fino alle fondamenta del palazzo. 

Torre Spinola
Nel v
ico della Torre di San Luca, traversa di via San Luca, si trova ciò che resta della torre della famiglia Spinola. Se ne conserva la base in grossi conci di pietra, e una colonna a fasce bianche e nere spicca ancora oggi dal muro, simbolo della sua storica imponenza. 

«Questa è una delle tante torri medievali che costellavano il Burgus, ossia la zona del Carubeus rectus Sancti Siri o quella che noi chiamiamo attualmente via San Luca». 

Torre degli Alberici
In piazza San Giorgio, accanto all’omonima chiesa, troviamo la torre che fu della famiglia Alberici, trasformata nel Seicento nel campanile della chiesa. Nel tempo ha subito vari restauri, soprattutto dopo i bombardamenti del Novecento, ma resta collegata alla chiesa tramite un antico cavalcavia. 

Torre De Nigro
In p
iazza Caricamento, nascosta tra i palazzi di Sottoripa, si trova un’altra torre medievale della famiglia Di Negro. Oggi è riconoscibile solo da alcuni dettagli: un volume sopraelevato con finestre moderne, che un tempo costituiva il corpo della torre. Alla base si conserva una colonna ottagonale. 

Torre dei Morchi
Sempre in piazza Caricamento si trova la torre dei Morchi, una delle meglio conservate del centro storico. Costruita nel XII secolo dalla famiglia Morchi, ha ancora oggi la base in grossi conci di pietra e in alto conserva una triplice cornice di archetti pensili. A differenza delle altre torri che abbiamo visto finora, questa torre aveva una funzione residenziale.
 

«La funzione offensiva-difensiva delle torri del XII secolo lascia spazio al XIII secolo a una funzione residenziale. Le torri, quindi, diventano sempre simboli delle famiglie più importanti, ma non più per essere per difendersi dalle parti della famiglia a fianco, per abitarci». 

Nell'Ottocento questa torre ospitava il famoso Hotel Croce di Malta, frequentato da personaggi illustri come Mark Twain e Mary Shelley. 

Torre Guarachi
A pochi passi dalla torre dei Morchi, sempre in zona Sottoripa, sorge la
Torre Guarachi, inglobata in un palazzo della famiglia Pallavicini, all'angolo con vico Giannini. È una torre residenziale, più larga e costruita con materiali leggeri, adatta all’abitazione più che alla difesa, tipica del passaggio tra Medioevo e Rinascimento. 

Torre Ceba
In
piazza Pinelli, sul lato che insiste su vico Pinelli, si trova la torre della famiglia Ceba, inglobata nell’elegante Palazzo Pinelli. Oggi quasi invisibile, la torre sopravvive come parte integrante dell’edificio rinascimentale. La loggia del palazzo conserva ancora preziosi laggioni, piastrelle in maiolica tipiche dell’epoca. 

Torre Piccamiglio
Concludiamo il nostro tour in
vico San Marcellino, una traversa di via del Campo. Sopra un arco troviamo la Torre dei Piccamiglio, famiglia di origine tedesca attiva nel XII secolo. La torre, oggi abitata, è costruita in pietra alla base e laterizio nella parte superiore, segno della sua funzione residenziale. In cima, conserva ancora gli archetti pensili tipici dell’architettura medievale genovese. 

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