Torri medievali del centro storico di Genova: dove sono e quali sono ancora visibili

© Ancila Mettekkatt © Ancila Mettekkatt

Torre Grimaldina
È inglobata nel Palazzo Ducale ed è un simbolo della città, ben visibile e riconoscibile dalla bandiera che sventola sulla sommità. Si ritiene che le sue fondamenta risalgano al IX secolo, costruite lungo le antiche mura cittadine, e che sia poi stata inglobata nel palazzo di Alberto Fieschi, per diventare infine parte integrante di Palazzo Ducale. 

«Osservando la torre si può notare la sua sommità contrassegnata dalla triplice linea di archetti pensili, tipico elemento decorativo medievale. Alla fine del Cinquecento fu aggiunto un piano superiore con la campana, il cosiddetto O Campanon de Paxo, ossia la campana di Palazzo Ducale, che ancora oggi suona in occasione di ricorrenze come San Giovanni Battista, San Giorgio e il Natale». 

L’usanza fu abbandonata nel 1926, poi ripresa con la realizzazione di una nuova campana nel 1980, dopo che la precedente era stata fusa per esigenze belliche. 

La Torre Grimaldina non era solo un punto d’osservazione o difesa: fu anche una prigione. Tra le sue mura vennero rinchiusi personaggi illustri come il pirata Dragut, il doge Paolo Da Novi, il violinista Niccolò Paganini e il patriota Jacopo Ruffini. 

Torre De Castro
Spostandoci verso la zona di Santa Maria di Castello, troviamo un’altra torre molto nota, spesso chiamata erroneamente torre degli Embriaci. In realtà, studi più recenti hanno dimostrato che si tratta della torre della famiglia De Castro. È la più alta tra quelle sopravvissute, con i suoi 41 metri, ed è visibile da molti punti del centro storico. 

«Realizzata con grandi blocchi di pietra del Promontorio e caratterizzata dalla quasi totale assenza di feritoie, questa torre era chiaramente destinata alla difesa. Sulla sua cima si nota una merlatura aggiunta nel 1926, in un tentativo di restauro in stile medievale. Autentici, invece, sono gli archetti pensili alla sommità. Sulla facciata si trova anche una lapide in marmo, risalente all’epoca in cui si credeva che la torre appartenesse davvero alla famiglia Embriaci, e che ricorda Guglielmo Embriaco detto Testa di Maglio, il leggendario condottiero che si dice abbia riportato a Genova il Sacro Graal». 

A differenza di molte altre torri, che furono distrutte per decreto del Comune, quella dei De Castro è rimasta intatta, conservando tutta la sua imponenza originaria. 

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