Ritratto di Julia Lavarello Anselmo - Vincenzo Irolli
Alla GAM di Nervi la mostra Argentina–Genova. Andata/Ritorno, che presenta in anteprima assoluta il monumentale e inedito Ritratto di Julia Lavarello Anselmo eseguito da Vincenzo Irolli nel 1907. L'esposizione è visitabile dal 6 settembre fino al 30 novembre.
L'esposizione nasce dalla riscoperta di un'opera fino a oggi inedita appartenente alla Collezione Giorgio Baratti e da una ricerca storico-artistica condotta tra Italia e Argentina, che restituisce alla città di Genova un capolavoro della pittura italiana del primo Novecento e una pagina dimenticata della storia privata internazionale.
Attraverso il volto di Julia Lavarello Anselmo riaffiora infatti il profilo di una delle più influenti famiglie protagoniste dei rapporti economici, culturali e marittimi tra Genova e Buenos Aires durante la Belle Époque, offrendo una nuova prospettiva sulle relazioni transatlantiche che hanno contribuito a definire l'identità della città.
La mostra rappresenta un significativo esempio di come ricerca scientifica, collezionismo privato e patrimonio pubblico possano convergere in un progetto di alto profilo culturale, trasformando una scoperta collezionistica in un'occasione di conoscenza condivisa. Il dipinto dialogherà infatti con le collezioni permanenti della GAM, inserendosi nel percorso museale come nuova testimonianza della grande tradizione ritrattistica europea tra Otto e Novecento.
«La riscoperta di questo straordinario e inedito capolavoro di Vincenzo Irolli rappresenta un momento di altissimo valore per la nostra città e per il patrimonio culturale di Genova – commenta l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari – La GAM si conferma ancora una volta non solo come luogo di eccellenza e conservazione, ma come vivo laboratorio di ricerca e di dialogo internazionale capace di unire sinergicamente pubblico e privato. Con questa operazione, per la quale ringraziamo Giorgio Baratti e i curatori, restituiamo alla cittadinanza un'opera d'arte di grande fascino della pittura italiana del primo Novecento, oltre che un frammento fondamentale della nostra storia transatlantica, che lega indissolubilmente Genova all'Argentina attraverso il volto e la memoria di una grande famiglia protagonista della Belle Époque».
Il valore della scoperta trova conferma anche dal punto di vista storico-artistico. Il dipinto costituisce infatti una nuova testimonianza della piena maturità di Vincenzo Irolli, artista tra i maggiori protagonisti della pittura italiana tra XIX e XX secolo. Come sottolinea lo storico dell'arte Gianluca Carchia, «Vincenzo Irolli, in questa occasione, esce dalla pittura di macchia e di luce per approdare alla verità. Il ritratto alla moda, tipico femminile, è occasione per rendere omaggio all'aristocrazia di censo del secolo breve, questione fin dall'antichità tipicamente genovese. Mostrare alla città questo ritratto ha quindi molteplici significati storico-critici, politici e sociali, poiché sottolinea nuovamente il legame tra Genova, l'Argentina e la storia dell'arte».
Fondamentale per la realizzazione del progetto è stato il contributo del collezionista Giorgio Baratti, promotore dell'iniziativa e proprietario dell'opera, che ha scelto di condividere con il pubblico questo importante ritrovamento: «Collezionare significa custodire un patrimonio di emozioni, di gesti e di riflessioni. Presentare oggi questo inedito di Vincenzo Irolli significa restituire alla città una nuova storia che va ad arricchire il racconto unico e straordinario di Genova».
Al dipinto si unisce la ricerca archivistica internazionale che ha consentito di ricostruire, per la prima volta, la biografia della protagonista del dipinto, restituendo identità e contesto storico a una figura rimasta fino a oggi sconosciuta agli studi. Martina Leone, che coordina l’esposizione, dichiara infatti: «Julia Lavarello Anselmo non è soltanto la protagonista di un ritratto: è il simbolo di una rete internazionale di uomini e donne che, tra Otto e Novecento, hanno costruito relazioni economiche, culturali e sociali tra Genova e Buenos Aires. La ricerca archivistica ha permesso di restituirle un'identità e di trasformare un dipinto inedito in una nuova pagina della storia della città, contribuendo a ridefinire il ruolo di Genova quale crocevia di relazioni artistiche, commerciali e culturali nel panorama internazionale».
Con Argentina–Genova. Andata/ritorno, la GAM si conferma non solo come luogo di conservazione del patrimonio, ma anche come laboratorio di ricerca, produzione scientifica e dialogo internazionale, dimostrando come una singola opera possa restituire alla collettività un frammento inedito della memoria condivisa e riaffermare il ruolo di Genova quale storica capitale di scambi, idee e culture tra Europa e mondo.
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