Deledda: spettacolo di danza di Mvula Sungani, con Emanuela Bianchini e Damiano Grifoni

Teatro Carlo Felice Cerca sulla mappa
Martedì02Febbraio2027

Martedì 2 febbraio 2027, alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice di Genova va in scena Deledda, spettacolo che intreccia danza, musica e parole per raccontare una figura emblematica dell'universo femminile. La produzione è firmata da Mvula Sungani, che ne cura regia e ideazione, e viene proposta in occasione del centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, unica scrittrice italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento nel 1926.

Protagonisti dello spettacolo sono l'étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell'opera, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola è affidata all'attrice sarda Lia Careddu, mentre la musica dal vivo vede protagoniste le voci di Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale, da Erasmo Petringa al violoncello e al basso, autore degli arrangiamenti per archi, dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro, al pianoforte, fisarmonica e flauti, e da Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, con la partecipazione di un Quintetto d'Archi.

L’opera nasce da un’idea del regista e coreografo Mvula Sungani, concepita durante la pandemia in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice nuorese. Un progetto profondamente personale, dedicato alla memoria della madre, sarda originaria di Nuoro, e della nonna, entrambe figure che hanno ispirato una riflessione sulla forza silenziosa delle donne e sulla loro capacità di trasformare il dolore in dignità, libertà e futuro.

Cenere, il romanzo di Grazia Deledda divenuto film nel 1916 con l’unica apparizione cinematografica di Eleonora Duse, è il cuore pulsante di questa nuova opera multidisciplinare. Nel destino di Olì, madre segnata dal sacrificio estremo, Deledda restituisce il dolore di una società ingiusta e una femminilità fatta di coscienza, rinuncia e amore assoluto, fino all’annullamento di sé. Non una semplice citazione, ma un ponte simbolico e poetico, consegnato come testimonianza al futuro.

La figura di Grazia Deledda emerge così nella sua piena modernità. Unica scrittrice italiana insignita del Premio Nobel per la Letteratura, assegnatole nel 1926, fu anche la prima donna candidata al Parlamento italiano nel 1909, quando il suffragio politico era ancora riservato agli uomini. Ottenne 34 voti, dei quali 31 contestati: un episodio apparentemente marginale che oggi assume il valore di un gesto simbolico, testimonianza del coraggio con cui seppe sfidare le convenzioni del proprio tempo e aprire una strada verso una nuova consapevolezza del ruolo delle donne nella società.

Questa nuova creazione affida ai corpi e ai testi, tratti da Cenere, il racconto di una rivoluzione femminile silenziosa e luminosa, capace di aprire nuove strade nell’arte e nella società. L’opera riporta la storia di Deledda nel respiro del presente, non come icona distante, ma come presenza viva e necessaria, pioniera di una modernità che continua a interrogarci. La memoria si fa visione, il gesto diventa atto poetico e politico, rivelando la forza segreta dell’arte che fa mutare lo sguardo, attraversare il tempo e generare futuro.

Argomenti trattati

Esperienze a Genova

Newsletter EventiResta aggiornato su tutti gli eventi a Genova e dintorni, iscriviti gratis alla newsletter