Concerti Magazine Sabato 10 febbraio 2018

Sanremo 2018: Ultimo vince nelle Nuove Proposte, in attesa della serata finale

© Alessandra Chiappori

Magazine - Iniziare un Festival di Sanremo con la sigla di Heidi? Si può, o per lo meno si può a Sanremo 2018, alla sua quarta serata dopo un terzetto da podio contraddistinto da ascolti record, tra i migliori dal 1999. E così eccoli, l’ormai affiatatissimo trio Baglioni, Hunziker e Favino, chiodo e chitarre rock, ad aprire il tempio della canzone italiana scherzando con la musica dei cartoni animati, come del resto continueranno a fare da qui all’una di notte, scivolando in piccole gaffe e ricucendo le sviste con sorrisi complici.

Disinvolti come se su quel palco fossero sempre stati, Michelle e Favino danno vita a siparietti semplici ma gustosi, con lo zampino del buon “dittatore” Claudio Baglioni. C’è per esempio Michelle che si toglie la giacca e, microfono in mano, la passa a Favino che la regge sul palco come un perfetto maggiordomo, e a proposito di giacche, lo stesso attore si prende in giro da solo definendosi un «Favino al cartoccio» per via della giacca iridescente, già presa di mira dal mondo del web.

I social sono infatti ancora una volta molto presenti nel grande ingranaggio sanremese, lo conferma uno dei personaggi più amati da chi segue il Festival in tv tenendo vicino un second screen, ovvero il Maestro Peppe Vessicchio, che con la sua espressione impassibile, mentre Baglioni finge di rimproverarlo spezzandogli la bacchetta, si fa scappare un «gnigni». Un apparente nonsense che il famoso gruppo The Jackal ha lanciato come sorta di scherzo virale con la complicità di Favino e che, sera dopo sera, serpeggia di cantante in presentatore. E che sorpresa, Favino, che dopo attore, presentatore, ballerino e traduttore inglese si scopre anche sassofonista con un’esecuzione di In a sentimental mood di Duke Ellington. 

Star indiscussa, Vessicchio ha lasciato però spazio anche ad altre piccole chicche, come la cravatta-semaforo del Maestro Massimo Morini, frontman dei Buio Pesto, il buffo vestito di Michelle Hunziker con un grande fiocco color fucsia dentro al quale è stato facile inciamparsi, per non parlare di quello che la showgirl ha definito il suo personale omaggio a Sanremo, un vestito a forma di bouquet, naturalmente innaffiato da Baglioni. «Sei il migliore, Claudio» gli urlano dalla folla, «non vi sfugge niente!» replica lui, ormai a suo perfetto agio nelle (eleganti, anche questa sera) vesti del conduttore.

Intanto, alle 21.30 la gara delle Nuove Proposte è terminata, tutti gli artisti si sono esibiti e si può iniziare ad ascoltare gli attesi duetti dei big mentre a metà serata arriverà l’esito del televoto. E infatti eccolo, non più tardi delle 23.30. A grande sorpresa rispetto a ogni pronostico vince la sezione Nuove Proposte un emozionatoUltimocon Il ballo delle incertezze, secondo Mirkoeilcane, che però ottiene il prestigioso premio della critica Mia Martini, terzo Mudimbi, con Il mago. Tra i premi collaterali, quello della sala stampa radio tv web Lucio Dalla spetta invece ad Alice Caioli.

Supershow per i venti big in gara, che accentrano tutta l’attenzione della serata, interrotta solo per poco da Gianna Nannini, sul palco dell’Ariston per cantare un suo brano e per un inedito duetto con Baglioni in Amore bello. La macchina dei social macina commenti, il cui senso più generale sembra essere quello di un diffuso apprezzamento delle canzoni nelle loro veste di lustrini, inedita e impreziosita dalla presenza di una passerella di ospiti. Per esempio, un elegante Alessandro Preziosi accompagna la signora della musica Ornella Vanoni, Michele Bravi sposa alla perfezione la sua voce con quella di Annalisa, e poi c’è la grande musica Mario Biondi e Max Gazzè, con ospiti che portano a Sanremo la bossa nova e il jazz. Simone Cristicchi legge la lettera che ha ispirato il brano di Meta e Moro, e il coro dell’Antoniano insieme a Paolo Rossi fa grande festa sulle note ballabili dello Stato Sociale. Un inglesissimo Midge Ure parte con i Decibel e una chitarra staccata dall’amplificatore, piccolo problema tecnico che interrompe il brano e fa provare il brivido della diretta, sapientemente timonato dalla Hunziker. Suoni internazionali anche con le Vibrazioni e la potenza vocale di Skin, mentre è il carisma tutto italiano di Paola Turci che veste di nuova luce il brano di Noemi.

Duetti e collaborazioni devono ancora finire, ed è già mezzanotte e mezza quando lo show si interrompe per lasciare spazio alla consegna del Premio alla Carriera Città di Sanremo, quest’anno dedicato a Milva, che manda la figlia Martina Corgnati a ritirare il riconoscimento all’Ariston. Un omaggio emozionante era stato fatto anche prima da Baglioni, nel ricordo delle due figure di Pepi Morgia e David Zard.

Il carrozzone festivaliero riparte lento, e lungo, in una serata carica di incontri e belle emozioni, ma un po’ più pesante delle altre, senza troppe ospitate visti i 28 brani in gara, tra giovani e big. «Volevo ringraziare il pubblico a casa che ci ha fatto battere ogni record» aveva annunciato in apertura la Hunziker, e il record è quello della durata della serata, salutata dagli Elio e le storie tese, ultimi a esibirsi, con «cari telespettatori di Uno Mattina, benvenuti». Una serata «meravigliosa», termine affatto casuale vista l’abitudine di Michelle a ripeterlo a ogni occasione.

E se, come le ha fatto notare Favino, «l’hai detto più volte di Modugno», è anche vero che, giunti alla quarta serata, lo spettacolo sfavilla di stanchezza. La classifica non esce, per ingannare il tempo si canta ancora una volta “popopopopopo” in trepidante attesa. E infine eccola: rossi i Decibel, Facchinetti e Fogli, Noemi, Renzo Rubino, Mario Biondi, Elio e le storie tese, Nina Zilli, nel giallo Le vibrazioni, Annalisa, The Kolors, Avitabile e Servillo, Red Canzian, Lo stato sociale, nel blu Max Gazzè, Luca Barbarossa, Giovanni Caccamo, Meta e Moro, Ron, Ornella Vanoni, Diodato. La grande finale è finalmente dietro l'angolo, chi vincerà il Sanremo 2018?

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