Sanremo 2017 vince Francesco Gabbani. Il meglio e il peggio del Festival

Francesco Gabbani

Francesco Gabbani © Marina Mazzoli

Il cantante di Occidentali's Karma conquista la vittoria. Seconda Mannoia, terzo Ermal Meta. Commenti positivi e negativi sui 5 giorni all'Ariston

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Domenica 12 febbraio 2017

Ecco il pratico (e agile) manualetto di auto aiuto per chi non abbia guardato il Festival, ma non voglia farsi trovare impreparato. Utile per non trovarsi esclusi dalle conversazioni aziendali o private della vita sociale. Per concludere queste giornate faticose, oggi offriamo pappa fatta: giudizi positivi o negativi praticamente su tutto, sceglierete la posizione che meglio si adatta alla vostra personalità.

Prima di iniziare la nostra carrellata, ricordiamo che il senso alla serata lo ha dato l'attesa, da un lato dei vincitori, dall'altro del Dopofestival (che ha dato un'idea assai più precisa del talento di Chiara e di Sylvestre, per es.).

1. Commenti positivi sui vincitori (che ho messo in ordine decrescente, da primo al terzo) per non esporsi troppo: Francesco Gabbani ha svecchiato la musica da Festival. Mannoia: se l'è guadagnato proprio, che donna! Avrebbe dovuto vincere lei. Ermal Meta: ha svecchiato la musica da Festival anche lui. E poi è figo.

2. Commenti negativi sui vincitori, che richiedono parecchio coraggio per ribattere alle critiche: Francesco Gabbani è un animatore da villaggio turistico; Fiorella Mannoia l'hanno premiata per motivi anagrafici e perché non ha sbagliato un congiuntivo (cit. Se i social fossero sempre esistiti, Fb); Ermal Meta l'hanno votato perché l'hanno confuso con Lp.

3. Giudizio complessivo e negativo sul Festival: il più noioso della storia di Sanremo; gli ospiti erano inconsistenti, raffazzonati tra gente che ha qualcosa da promuovere, parenti e amici di gente famosa davvero e storie strappacore che avrebbero commosso in qualunque altro contesto, ma non lì; canzoni scontate, spesso mal scritte o inadatte agli interpreti; cantanti mediocri e poco valorizzati. I big chi erano? Non li conosceva nessuno.

4. Giudizio complessivo e positivo sul Festival: lunghetto ma avvincente, finalmente qualche serata in casa con la famiglia a cantare; alcuni ospiti incantevoli, personaggi importanti con un passato che insegna e storie davvero commoventi, sorprendenti in un contesto così leggero e superficiale; canzoni perfette per quel contesto invece, un grande ritorno alla musica popolare, con punte di impegno sociale e di critica; tanti cantanti giovani e promettenti, peccato che le vecchie glorie siano tramontate definitivamente. Anche se i big di quest'anno sono poco conosciuti ed è bene che abbiano trovato tanta visibilità.

5. Giudizi intellettualoidi positivi sul Festival della svolta: l'esclusione dei tre vecchi, Al Bano, Ron e d'Alessio ha segnato una svolta epocale, ha dimostrato che Sanremo è immortale, è in grado di adattarsi a ogni ricambio generazionale, anzi, è proprio il simbolo del ricambio generazionale indispensabile in questa nazione invecchiata. Perché lo sappiamo che il Festival anticipa le tendenze. Certo è ora che Conti lasci e non si faccia convincere a continuare. Magari potrebbe lasciare il posto a un trentenne.

6. Giudizi intellettualoidi negativi sul Festival della svolta: non c'è più religione. L'eliminazione di tre cantanti di fama internazionale come Al Bano, Ron e d'Alessio in un panorama tendente al nulla, la dice lunga sulla nostra società: non c'è ricambio generazionale, solo nichilismo. Speriamo che Conti si faccia convincere a rimanere un altro anno e rimettere a posto le cose (alternativa: arridatece Pippo! Conti a casa per sempre!).

7. Giudizio negativo sui conduttori: Conti sembra il riassunto di tutti quelli che lo hanno preceduto, non ha personalità, sta lì solo perché non dà fastidio e fa un po' ridere la gente. Eco non potrebbe scrivere una Fenomenologia di Carlo Conti per carenza di materiale (e anche perché è morto). Arridatece Pippo. Non è vero che de Filippi è stata protagonista più che ospite. Quel suo stile dimesso e sobrio non era scelta, ma incapacità di adattarsi alla diretta. E quell'ultima frase che ha detto: Ho scoperto che in un'azienda di stato lavorano tanti professionisti e con tanta professionalità, non è mica un complimento, è solo arroganza. Come se le aziende private non fossero piene di furbetti del cartellino e di raccomandati, ma come si permette?

8. Giudizio positivo sui conduttori: Carlo Conti, che professionista! È il degno erede di Mike e Pippo, ha personalità, ma sa stare al suo posto. E infatti ha lasciato tanto spazio a Maria de Filippi. Che però è stata tanto modesta anche lei: ha scelto uno stile dimesso e sobrio per non fare ombra a chi l'ha ospitata in un servizio pubblico. E quell'ultima frase che ha detto: Ho scoperto che in un'azienda di stato lavorano tanti professionisti e con tanta professionalità, è stata un riconoscimento giusto, un giudizio equilibrato, un omaggio a una struttura spesso sottovalutata.

9. Commenti sparsi e negativi sugli argomenti di cui tutti parlano. Abbigliamento: tutti vestiti male, non ci sono più quegli abiti sexy di una volta, è la mortificazione del corpo per le donne. Per gli uomini: i vecchi si sono hipsterizzati e sono stati puniti anche per quello, i giovani avevano addosso più tatuaggi che indumenti di pregio. Autori: il sonno della regione (Liguria) genera autori del Festival. Premi: a Sanremo ci sono più premi che cantanti, come nelle feste dei bambini in cui si fa un regalino a tutti gli invitati. La maledizione della scala: nessuno è stato capace di scendere senza guardare i gradini, nemmeno Conti. E Maria non ha avuto il coraggio di affrontarla. Poco professionale proprio: è stata l'unica nella storia del Festival.

10. Commenti sparsi e positivi sugli argomenti di cui tutti parlano. Abbigliamento: che vestiti letteralmente da favola le donne! Sia i look androgini, che quelli più femminili erano incantevoli ma senza provocazione, il rispetto del corpo si vede anche da questo. Carini gli uomini, che hanno scelto perlopiù capi di abbigliamento casual molto adatti al loro stile e coerenti con la moda. Autori: bravi, attenti all'attualità, svegli, proprio lo specchio della nostra Italia. Si vede che il panorama ligure è stimolante. Premi: per fortuna i premi sono più numerosi, perché le professionalità da riconoscere sono così tante. La maledizione della scala: forse dovrebbero fare più attenzione nel progettarla, magari i gradini erano un po' corti, oltre che trasparenti. Però così Maria de Filippi, diretta e onesta come sempre, ha segnato un nuovo record: è stata l'unica a non affrontarla in tutta la storia del festival. Per rispetto però.

Antonella Viale

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