Sanremo 2016: vincono gli Stadio. I 10 momenti migliori

Gli Stadio vincono Sanremo 2016

Gli Stadio vincono Sanremo 2016 © Wikipedia - Filippo Filippo

La vittoria al gruppo di Gaetano Curreri. Seconda Francesca Michielin e terzi Giovanni Caccamo e Deborah Iurato. Sul palco anche Renato Zero e Cristina D'Avena

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Domenica 14 febbraio 2016

Agile e pratico manualetto di auto aiuto per chi proprio col Festival non ce la può fare, ma vuole mettersi in grado di sostenere l'inevitabile conversazione del giorno dopo. Troverete argomenti originali e quelli che invece hanno affrontato tutti, ché l'obiettivo è far finta di sapere. L'ordine sarà quasi cronologico rispetto alle apparizioni sullo schermo. Serata finale: il profumo della libertà.

1. È obbligatorio sapere chi ha vinto, anche senza approfondire: primi gli Stadio, seconda Francesca Michielin, terzi Giovanni Caccamo e Deborah Iurato. Darsi la pena di cercare almeno i titoli delle canzoni e associarli agli interpreti. Patty Pravo è arrivata sesta, ma ha vinto il premio della critica. Informazioni di base sull'opinione comune: gli Stadio sono vecchi e sono quattro, suonavano tanto con Lucio Dalla; la Michielin è giovane, graziosa, ma truccata male e vestita peggio; Caccamo è bello, Iurato è quella vestita da melanzana la prima sera e ha uno stilista veramente eccentrico. Su Patty Pravo mi aspetto un minimo di indipendenza.

2. Il tormentone dei valletti: Virginia Raffaele ha interpretato sé stessa, indossando un abito con i bottoni arcobaleno. Si conferma la trionfatrice del Festival. Per un curioso ribaltamento di ruoli la valletta soprammobile era alta 1.92 ed era uomo, quella di poco più bassa e inequivocabilmente femmina, interpretava invece la donna mistero: impossibile stabilire se ci sia vita là dentro.

3. I finalisti sono stati presentati da colleghi o amici con brevi filmati, cercare quello di Loredana Berté per Patty Pravo, dalle cascate del Niagara sino a Sanremo, commuove. Berté ha postato l'originale senza tagli.

4. Ospiti: Riccardo Bolle, statuario come una valletta col master in competenze di molto superiori, ha danzato su We will rock you. La lobby dei comici toscani - nel caso Panariello e Pieraccioni - ha presentato uno spettacolo che metterà in scena a Verona insieme a Carlo Conti. Si vede che in quel mondo lì non esiste il conflitto di interessi. Gli altri sono improbabili per chi si disinteressi di spettacolo e anche solo sapere i nomi darebbe adito a sospetti: un improvviso interesse per il Festival non giustifica approfondimenti. Magari l'anno prossimo.

5. Ospiti col botto. Renato Zero ha fatto impazzire l'Ariston cantando le canzoni adorate dagli ex sorcini (così chiamava i fan), poi li ha fatti risprofondare nel sopore con un monologo sul valore della famiglia tradizionale quantomeno sorprendente. Pare improbabile, tuttavia, che l'integralismo ostile al disegno di legge Cirinnà lo ingaggi come testimonial.

6. Anche Cristina d'Avena, praticamente imposta con una petizione firmata dai fan, ha suscitato emozioni intense, cori, standing ovation. Lei però aveva i nastri arcobaleno, al contrario di Zero. La signora, orma ultracinquantenne, può essere considerata una sorta di ponte tra generazioni anche lontane: chi non ha cantato la sue sigle da bambino, lo ha fatto da adulto, nel ruolo di genitore, zio, nonno.

7. Rocco Tanica, protagonista di una di una rassegna stampa molto fantasiosa ambientata nella sala stampa vera del teatro Ariston, ha chiuso ricoprendosi di gloria e presentando l'amico immaginario e ovviamente invisibile a nome Frullino. Tra le battute: Questa sera i migliori anni della nostra vita, ce li ha portati via Renato Zero, restando sul palco 42 minuti. (Osservare che i venti senza monologo sarebbero stati indimenticabili.) Sono in molti a sognare un Festival impossibile condotto da lui e Virginia Raffaele.

8. Dopo: Francesco Paolo Salerno, che ha firmato l'abito melanzana di Deborah Iurato e ha rinnegato se medesimo con una lettera molto confusa a Vanity Fair, gli stilisti sotto accusa sono Mirko Fontana e Diego Marquez, titolari del marchio Au jour le jour, molto amato dai giovani ben piazzati economicamente. Sono stati loro a vestire, con una coerenza ammirevole per certi versi, Francesca Michielin, la peggio vestita e peggissimo (neologismo) truccata di tutta la manifestazione.

9. Curiosità. la partita irrompe nel mondo della canzone: Clementino attacca con una citazione dell'inno del Napoli: Un giorno all’improvviso mi innamorai di te. The Jackal vince l'ultima sfida con la citazione dal video Lost in google. Un fan twitta ai Kiss una foto di Elio e le storie tese, che si sono presentati sul palco truccati in bianco e nero come loro e la band chiede il video. Adinolfi si compiace su Twitter della vittoria di un gruppo che non esibisce nastrini arcobaleno, loro si dichiarano a favore dei diritti civili in conferenza stampa.

10. Sanremo è stata relativamente blindata per cinque giorni. Un elicottero pattugliava dall'alto e la polizia eseguiva controlli a tutti gli accessi all'Ariston, che erano transennati. Era possibile avvicinarsi all'ingresso del teatro soltanto con i pass o con il biglietto. I botteghini erano stati spostati in fondo al tappeto rosso. Una scenografia inquietante a contorno di quella lussureggiante all'interno.

11. Credits. Il manualetto dovrebbe essere firmato A.A.V.V.: hanno collaborato gli amici e amiche di facebook che ogni anno commentano il Festival insieme a me. Eccoli, spero tutti, in ordine di apparizione: A. Drago, D. D’alelio, G. Cesari, M. Dorigo, L. Pepori, T. Giribaldi, F. Amelotti, C. Zani, L. Orsi, S. Ricci, L. Trucco, M. Cherubin, L. Schiavone, F. Bressi, A. Surico, Sicula Trinacria, E. Cantarone, S. Vatteone, A. Rovere, V. Calzia, A. Poltronieri, S. Serafini, A. Tortonesi, B. Semeria, M. Buonuomo, M. Diani, A.G. Onofri, L. Rolandi, G. Tubere, M.Viale. A Nicoletta Bracco, Mariatolmina Ciriello e Valeria Damonte, un grazie grande così.

Antonella Viale

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