Festival di Sanremo 2011. Max Pezzali: «Il mio secondo tempo»

Festival di Sanremo 2011. Max Pezzali: «Il mio secondo tempo»

L'ex cantante degli 883 si racconta. Vent'anni di carriera e un nuovo brano. Tra i ritmi del rock e la paternità. E un remake di 'Mamma dammi cento lire'

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Giovedi 17 febbraio 2011

Fra i cantanti più simpatici del 61° Festival di Sanremo, sicuramente figura Max Pezzali, con il brano Il mio secondo tempo. Un testo solo in apparenza in contrasto con il solito look rock'n'roll. «Io mi vesto tutti i giorni con le camicie a scacchi e... 'sti cazzi!».

Max ci ha raccontato la seconda parte della sua vita, come persona e come artista. Un'evoluzione graduale lo ha portato a sentirsi: «Più saggio, con un bagaglio di conoscenza più ricco. Tra i 20 e i 43 anni ho fatto tanti dischi, quindi il pezzo di Sanremo mantiene dei riferimenti al passato. Ma è cambiata la lente con cui guardo il mondo, pur essendo sempre io l'osservatore. Mio figlio è nato nel classico giro di boa dei 40 anni, perciò adesso c'è un'altra persona a cui dover sempre rendere conto. Sto parlando di scelte di vita e di valori e di abbandonare certi atteggiamenti, meno consoni». E grazie all'esperienza maturata, Pezzali si è goduto le uscite sul palco dell'Ariston come un concerto e non come delle apparizioni televisive.

Nella serata di oggi, dedicata ai 150 anni dell'Italia unita, Max farà un omaggio a Mamma mia dammi cento lire, con un occhio verso l'attualità. La canzone parla, infatti, di emigrazione dal Nord Italia, di dov'è originario, al Sud America. «È bello ricordare che anche noi andavamo in cerca di fortuna sui bastimenti».

Anna Castellana

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